Attilio Vuga vince a Cividale, ritorno in municipio dopo sedici anni
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Redazione Interno
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L'attesa per lo spoglio è durata fino all'ultima scheda, ma il verdetto delle urne – del resto – non ha mai lasciato spazio a reali ripensamenti. Attilio Vuga, 69 anni, è il nuovo sindaco di Cividale del Friuli, e lo è con un risultato che non teme fraintendimenti: 2.952 voti, pari al 48,02 per cento delle schede valide, hanno sancito il suo ritorno alla guida della città ducale a distanza di sedici anni dall'ultimo mandato.
Una vittoria, la sua, che assume i contorni di una rivincita personale, se si considera che l'ha conquistata sfidando apertamente l'assetto tradizionale delle alleanze, presentandosi – e vincendo – contro la sindaca uscente della Lega.
La frattura nel centrodestra e il crollo della sindaca uscente
La competizione, infatti, era anomala sin dall'inizio. A Cividale il centrodestra si è presentato diviso: da un lato Vuga, sostenuto da una coalizione solida che include Fratelli d'Italia (con la civica Balloch), Forza Italia e Noi Moderati; dall'altro la leghista Daniela Bernardi, in carica fino a ieri, che ha pagato a caro prezzo questa spaccatura. Un'autentica débacle, la sua, con un magro 11,29 per cento che l'ha relegata a un ruolo marginale, nonostante il sostegno dichiarato del presidente della Regione.
Un risultato, quest'ultimo, che riscrive i rapporti di forza interni all'area moderata e che consegna a Vuga il primato di chi ha saputo interpretare meglio il malcontento e la discontinuità.
L’avversario di centrosinistra e la sfida a due rimasta incompiuta
Se la contendente leghista è uscita con le ossa rotte, il vero testa a testa – almeno stando ai numeri – è stato un altro. Fabio Antonio Manzini, espresso da una coalizione di centrosinistra compatta di quattro liste civiche ("Civi_Ci", "Prospettiva civica", "Manzini sindaco" e "Cividale in salute"), ha raccolto 2.501 voti, attestandosi al 40,69 per cento. Un risultato di tutto rispetto, che dimostra come Cividale non sia più un feudo inespugnabile per la sinistra, ma che si è infranto contro l'effetto rimpatriata generato da Vuga.
Quest'ultimo, forte di un'esperienza decennale alla guida del comune (dal 2000 al 2010), ha capitalizzato il capitale di fiducia accumulato in passato, riuscendo a ricompattare l'elettorato moderato intorno al suo nome.
Il dato dell’affluenza e le prime parole del neo eletto
Il responso delle urne è stato chiaro, ma va letto anche attraverso la lente della partecipazione. Con un'affluenza che ha sfiorato il 63 per cento (il dato più alto in regione per questa tornata), Cividale ha dimostrato un'attaccamento al voto amministrativo non scontato, specialmente in un contesto di frammentazione politica. Vuga, nel suo primo intervento pubblico dopo la vittoria, ha scelto di non concedersi trionfalismi.
“Il primo commento è quello di un forte apprezzamento per la percentuale di votanti”, ha dichiarato, evitando di alimentare polemiche con gli avversari sconfitti e concentrandosi invece su ciò che – a suo dire – verrà. “Dai prossimi giorni sarà finito il tempo delle dichiarazioni e bisognerà passare all’operatività”, ha aggiunto in un video pubblicato sui social, segnalando la volontà di mettere da parte la campagna elettorale e di dedicarsi immediatamente alla macchina amministrativa.
Una presa di posizione, la sua, che cerca di proiettare subito l'immagine di una leadership pragmatica, lontana dalle chiacchiere da salotto.




