Attilio Lombardo vince il referendum, ma la Sampdoria resta divisa tra conferma e ricambio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La vittoria sull’Avellino, preziosa quanto pesante in ottica salvezza, ha assunto i contorni di un referendum: se così fosse, a prevalere sarebbe il “sì” alla conferma di Attilio Lombardo sulla panchina della Sampdoria. L’ex bandiera blucerchiata, chiamato a ricoprire un ruolo che era nato come temporaneo dopo l’esonero di Angelo Gregucci e Salvatore Foti, ha raccolto 4 punti in 3 partite, un bottino che ne ha rafforzato la posizione all’interno di un ambiente, quello di Bogliasco, attraversato da profonde crepe societarie. La decisione, infatti, lungi dall’essere scontata, resta appesa a un equilibrio instabile tra le diverse anime del club, un dualismo che condiziona ogni scelta tecnica e che vede contrapposti da una parte il direttore sportivo Andrea Mancini e dall’altra il Ceo Jesper Fredberg, con quest’ultimo che, secondo quanto filtra, guarderebbe con maggiore interesse a soluzioni alternative.

Il corto circuito D’Angelo e la linea del ds

Il quadro, tutt’altro che chiaro nonostante i tre punti conquistati contro i campani, è reso ancora più intricato dai retroscena legati alla trattativa per Luca D’Angelo. Il direttore sportivo Andrea Mancini, infatti, aveva già messo in conto un eventuale cambio dopo la gara con l’Avellino – una sconfitta o un pareggio avrebbero probabilmente fatto scattare l’immediata sostituzione – e per questo aveva avviato in anticipo i contatti con l’allenatore abruzzese, arrivando a definire un accordo di massima che prevedeva un contratto fino al 2028. L’offerta, costruita su un ingaggio importante, prevedeva clausole legate all’eventuale retrocessione in Serie C, ma la trattativa è saltata quando lo Spezia, detentore del cartellino di D’Angelo fino al 2027, ha deciso di richiamarlo, facendo tramontare l’operazione.

Con la chiamata dello Spezia a complicare i piani e la vittoria sull’Avellino a fornire una boccata d’ossigeno, Mancini avrebbe dunque rivisto le proprie valutazioni iniziali, orientandosi ora verso la soluzione interna. L’idea, in questo scenario, sarebbe quella di lasciare Lombardo alla guida fino al termine della stagione, magari affiancandogli un collaboratore – si parla di Simone Contran, già capo analista nello staff di Roberto Mancini – per irrobustire lo staff tecnico. Una scelta, questa, che rappresenterebbe un cambio di rotta netto rispetto a quanto programmato nelle settimane precedenti, quando l’intenzione di affidare la panchina a un profilo esperto sembrava consolidata.

La posizione di Fredberg e il profilo di Cioffi

Se la linea di Mancini sembra propendere per la continuità, la posizione del Ceo Jesper Fredberg, che agisce in sintonia con il socio Nathan Walker, appare più prudente e orientata a valutare scenari alternativi. A pesare, in questo senso, è la volontà di non chiudere definitivamente la porta a un ricambio che, in un momento così delicato della stagione, potrebbe rappresentare una scossa per l’ambiente. In quest’ottica, il profilo che circola con maggiore insistenza è quello di Gabriele Cioffi, reduce dall’esperienza all’Udinese e considerato una figura funzionale a un progetto di ricostruzione immediata. La valutazione di Cioffi, insieme ad altri nomi che erano stati sondati in precedenza (tra cui Fabio Pecchia, che avrebbe declinato, e Guido Pagliuca), conferma la volontà di non arrivare impreparati a una potenziale svolta dell’ultimo minuto.

La frattura tra le due anime dirigenziali, dunque, si riflette inevitabilmente sulla posizione di Lombardo, il cui destino rimane legato alla capacità di trovare un punto di incontro tra le diverse visioni. L’ex tecnico ad interim, che aveva già dichiarato dopo il match di sentirsi ancora l’allenatore della squadra, si trova così in una sorta di limbo: da un lato c’è chi lo ritiene la soluzione ideale per traghettare il gruppo verso la salvezza, sfruttando la sua conoscenza dell’ambiente e la sua capacità di trasmettere identità; dall’altro c’è chi vede nel cambio di guida l’unico modo per interrompere una dinamica di crisi che sembra essersi cronicizzata.

L’attesa per la ripresa e il nodo delle gerarchie

Mercoledì pomeriggio, quando la squadra tornerà ad allenarsi a Bogliasco dopo i due giorni e mezzo di riposo concessi in vista della sosta, sarà Attilio Lombardo a dirigerla, salvo clamorose sorprese. I blucerchiati torneranno in campo il lunedì di Pasquetta al “Ferraris” contro l’Empoli, un altro scontro diretto fondamentale nella lotta per la permanenza in Serie B. Quella contro i toscani rappresenta già una prova cruciale, ma ancor prima sarà il confronto tra le parti in queste ore a determinare l’effettiva durata della gestione Lombardo.

A complicare ulteriormente il quadro, oltre alla distanza tra Mancini e Fredberg, c’è la consapevolezza che la scelta finale dovrà necessariamente riflettere il rapporto di forza tra i vertici del club, una partita che va ben oltre la semplice scelta dell’allenatore. Per il momento, la sensazione è che la vittoria sull’Avellino abbia solo congelato una decisione rimandata, senza risolvere le contraddizioni di una proprietà che, tra il gruppo legato a Joseph Tey e quello guidato da Matteo Manfredi, fatica a trovare una linea comune. In questo senso, la gestione Lombardo appare come una soluzione tampone, la cui trasformazione in opzione definitiva dipenderà dalla capacità delle parti di ricomporre una frattura che rischia di compromettere ulteriormente il cammino della squadra.

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