L’Ue sospende i dazi su Trump e apre il tavolo con la Cina, mentre trattano anche gli Emirati

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Bruxelles ha scelto di accettare, almeno temporaneamente, la tregua proposta da Washington, rinviando di tre mesi l’applicazione delle contromisure commerciali decise solo due giorni fa in risposta ai dazi statunitensi su acciaio e alluminio. Una mossa che, se da un lato riflette la volontà di evitare un’escalation, dall’altro tradisce una certa diffidenza verso le reali intenzioni dell’amministrazione Trump, il cui dietrofront sembra più legato alle turbolenze dei mercati – con il crollo delle Borse e la fuga dai titoli del debito Usa – che a una genuina apertura negoziale.

La Commissione europea, dopo aver consultato i governi degli Stati membri, ha annunciato la sospensione per 90 giorni dei dazi del 25% su beni americani per un valore di 21 miliardi di euro. «Vogliamo dare una possibilità alle trattative», ha dichiarato Ursula von der Leyen, precisando però che, qualora i colloqui non dovessero produrre risultati soddisfacenti, le misure punitive verranno ripristinate. Una posizione che lascia intravedere scetticismo, considerato che i dazi statunitensi sul metallo europeo restano in vigore, mentre la riduzione dal 20% al 10% riguarda solo le cosiddette «tariffe reciproche», settore nel quale Trump ha concesso una temporanea attenuazione.

Nel frattempo, l’Ue ha avviato parallelamente un negoziato con Pechino, mirato a ridurre le tensioni commerciali con la Cina, e ha intensificato il dialogo con gli Emirati Arabi Uniti. Due fronti aperti che dimostrano come Bruxelles, pur mostrandosi disponibile a una pausa con gli Stati Uniti, non intenda rinunciare a diversificare le proprie alleanze economiche.

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