Exodus, il nuovo video di gameplay mostra il peso della dilatazione temporale

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C’era un’attesa piuttosto intensa, lo ammettiamo, attorno al primo vero affondo di Archetype Entertainment: lo studio fondato nel 2019 dentro Wizards of the Coast, lo stesso colosso dietro Dungeons & Dragons, ha infatti alle spalle un pedigree che non passa certo inosservato.

Veterani dell’epoca d’oro di BioWare – nomi come James Ohlen, Chad Robertson e Drew Karpyshyn, giusto per citare quelli che hanno plasmato giochi del calibro di “Star Wars: Knights of the Old Republic” e la saga di “Mass Effect” – hanno deciso di rimettersi in gioco per dar vita a una space opera che, a guardarla bene, riaccende la fiamma in chi ancora desidera un nuovo “Mass Effect” degno di tal nome.

Ebbene, al Future Game Show è stato mostrato un lungo filmato, venti minuti di gameplay esteso, che non si limita a fare sfoggio di grafica spettacolare ma racconta finalmente come funzionerà davvero “Exodus”, l’RPG action-adventure fantascientifico atteso su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.

Jun Aslan, un recuperatore diventato Viaggiatore

Il video, lo si precisa subito, non è un semplice montaggio di scene più o meno adrenaliniche: è piuttosto una finestra lunga e parlante su cosa accadrà quando prenderemo il controllo di Jun Aslan, un ex robivecchi – una sorta di “recuperatore” di rottami spaziali, per intenderci – che si ritrova Viaggiatore suo malgrado. La premessa, certo, è già nota: lasciare un mondo morente, esplorare pianeti letali e rovine di civiltà scomparse per trovare qualcosa che salvi l’umanità dal Marciume, un virus alieno (o meglio, dei Celestiali) che spinge la specie verso l’estinzione.

Quello che però il nuovo filmato chiarisce senza troppi giri di parole è il contesto in cui agiremo: non siamo eroi addestrati come il comandante Shepard, ma qualcuno che possiede una particolare connessione genetica con la tecnologia dei Celestiali, e questa caratteristica diventa il motore sia delle abilità che dei conflitti morali.

La dilatazione temporale, il vero prezzo delle scelte

L’elemento che distingue “Exodus” da tanti altri giochi di questo genere – e che forse, diciamolo, rischia anche di mettere in crisi chi è abituato a voler gestire tutto senza conseguenze – è la dilatazione temporale. Il concetto, ispirato a pellicole come “Interstellar”, è tanto affascinante quanto crudele: quando il protagonista parte per una missione viaggiando ai limiti della velocità della luce, per lui passano giorni, ma per il pianeta base, quello che si chiama Lidon, passano settimane, mesi o addirittura decenni.

Il video di gameplay lo mostra in modo esemplare: tornando a Persepoli, la città hub dove umani e Risvegliati (animali resi intelligenti da bioingegneria) convivono, non si trova mai la stessa situazione lasciata. Le persone invecchiano, i problemi si accumulano, e le decisioni prese lontano hanno già avuto il tempo di radicarsi nel mondo. Il direttore narrativo Drew Karpyshyn lo ha spiegato in termini molto semplici: chi resta indietro subisce il peso del tempo, e i risultati possono essere a volte strazianti, a volte terrificanti.

In un gioco dove le scelte morali – diventare un Paladino virtuoso o un Immortale ambizioso – determinano abilità e relazioni, questo meccanismo trasforma ogni assenza in un lutto potenziale, o in un tradimento.

Compagni di viaggio e combattimenti senza esclusione di colpi

Dal punto di vista dell’azione, il filmato mostra un arsenale piuttosto vario: il Recycler, un’arma modulare che cambia modalità di fuoco (raffica media, impatto ravvicinato, precisione a lungo raggio), e il Guanto, potenziabile con tecnologia aliena per usare abilità come Eruzione o Lancia. Non mancano le opzioni stealth, come il mantello mimetico e i richiami sonori, per evitare scontri diretti. Ma la vera anima del gioco, come in ogni RPG che si rispetti, sono i compagni.

Nel video se ne vedono all’opera diversi: Tom Vargas, un Viaggiatore esperto e cauto, che fornisce una bussola morale; Elise Charroux, un’impulsiva pilota di mech che preferisce risolvere tutto con la forza bruta; Phaedra Nath, una xenarcheologa la cui storia familiare (il nonno, leggendario Viaggiatore, è scomparso anni prima) si intreccia con il Marciume; e poi Salt, una mercenaria polpo Risvegliata, e il misterioso C.C. Orlev, a cui presta la voce Matthew McConaughey.

Il dilemma dell’airlock e le conseguenze

Un passaggio del video, in particolare, fotografa l’approccio del gioco. In una sala di controllo, Jun deve scegliere se aprire un portellone per eliminare un gruppo di mercenari – soluzione rapida ed efficace – o evitare la strage perché potrebbero esserci degli innocenti tra le vittime. Elise spinge per la prima opzione, Tom per la seconda. Non è una scelta facile, e non lo sarà mai in “Exodus”, perché la dilatazione temporale fa sì che non si possa tornare indietro per riparare gli errori.

Le conseguenze, immediate o a lungo termine, si ripercuotono sulla ciurma e sulla stessa società che si cerca di proteggere. Se poi si considera che i Risvegliati – elefanti mercanti, lupi soldato, polpi mercenari – sono integrati in ogni aspetto della vita sociale, il quadro diventa ancora più complesso: salvare l’umanità significa anche decidere chi conta come “umano” in un futuro 40.000 anni avanti a noi.

L’uscita è prevista per i primi mesi del 2027, ma già da questi venti minuti si capisce che Archetype non vuole solo omaggiare i vecchi capolavori: vuole farci contare davvero ogni istante.

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