Antonelli, maglia numero 12 e sogno Nba: il campione atteso ad Austin parte dalla panchina degli Spurs
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
C’è un dettaglio che vale più di mille parole, ed è la maglia numero 12 che Andrea Kimi Antonelli ha ricevuto a San Antonio. Non è un numero qualsiasi: è lo stesso che il pilota della Mercedes porta in Formula 1, e la franchigia texana gliel’ha consegnata insieme a un posto in prima fila per l’esordio stagionale degli Spurs contro gli Oklahoma City Thunder. Il bolognese, del resto, non ha mai nascosto la sua passione per il basket, e la trasferta americana gli ha offerto una boccata d’ossigeno prima del weekend più importante della sua carriera.
Un incontro destinato a fare epoca
La foto con Victor Wembanyama ha fatto il giro del web in poche ore, e non solo per il divario di statura tra i due: il cestista francese sfiora i 224 centimetri, mentre l’italiano si ferma intorno ai 172. Eppure, a colpire è soprattutto la prospettiva di due ragazzi che stanno per scrivere la storia nei rispettivi sport. Antonelli, vent’anni, è a un passo dal diventare il più giovane campione del mondo di Formula 1 di sempre; Wembanyama, dal canto suo, è reduce da una finale Nba persa lo scorso giugno contro New York, dopo l’argento olimpico conquistato con la Francia a Parigi.
Il pilota ha visitato il centro di allenamento della squadra il giorno prima della partita, scambiando impressioni con i giocatori e raccontando le velocità e le monoposto della Formula 1.
Il match inaugurale e le parole del pilota
«Essere qui è come un sogno», ha detto Antonelli, ringraziando la franchigia non solo per la maglia personalizzata ma anche per l’opportunità di aver visto da vicino il funzionamento di una squadra Nba. La partita, però, non è andata come sperato per i padroni di casa: Oklahoma City si è imposta 116-104, trascinata dai 32 punti di Shai Gilgeous-Alexander, mentre Wembanyama ha chiuso con appena 12 punti e un preoccupante 1 su 13 dal campo.
Per il lungo francese si è trattato della peggior partenza in carriera al tiro, con dodici errori consecutivi prima della schiacciata in alley-oop che ha sbloccato il suo tabellino a fine terzo quarto.
La posta in palio ad Austin
Il vero motivo del viaggio texano, tuttavia, è la pista. Ad Austin, sul circuito del COTA, Antonelli avrà il primo match point iridato con cinque gare d’anticipo. Il margine su George Russell è di 102 punti, con 340 lunghezze all’attivo contro le 238 del compagno di squadra. Per laurearsi campione già domenica, al pilota italiano servirebbe una vittoria e un piazzamento di Russell dal nono posto in giù: solo così il distacco supererebbe la soglia dei 112 punti che renderebbe matematicamente impossibile la rimonta altrui.
Un traguardo che manca all’Italia dal 1953, quando Alberto Ascari conquistò il suo secondo titolo mondiale.
Il numero 12 e il peso della storia
La maglia degli Spurs con il dodici sulle spalle non è soltanto un gadget. È il segno di un legame che Antonelli ha costruito in fretta con l’ambiente Nba, complici anche le campagne pubblicitarie che lo hanno visto protagonista accanto ad Anthony Edwards per Adidas. Ma il dodici è anche il numero con cui il pilota Mercedes sta dominando la stagione: otto vittorie in diciassette gare, un ruolino di marcia che ha pochi precedenti per un ventenne al secondo anno in Formula 1.
La trasferta texana, tra una partita di basket e una visita al centro di allenamento, è servita a spezzare la tensione prima di un weekend che potrebbe consegnargli il titolo più precoce della storia della categoria.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
