Trump lancia l’ultimatum a Hamas: "Ostaggi liberi o conseguenze"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre a New York infuriava la battaglia tennistica tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, un altro protagonista, assai noto per le sue apparizioni a sorpresa, irrompeva sulla scena internazionale con un messaggio destinato a fare il giro del mondo. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, infatti, ha utilizzato la sua piattaforma Truth Social per lanciare un secco ultimatum al gruppo Hamas, intimandogli di "rilasciare tutti gli ostaggi" e avvertendo che, in caso contrario, "ci saranno conseguenze". L’intervento, per quanto brusco, non sembra essere caduto nel vuoto, aprendo anzi a uno spiraglio negoziale che fino a poche ore fa appariva improbabile.

La proposta statunitense, che il presidente ha definito come la base per un accordo imminente, prevede la liberazione di tutti i 48 ostaggi israeliani ancora detenuti nella Striscia di Gaza. In cambio, Israele sarebbe chiamato a concedere un cessate il fuoco immediato e la scarcerazione di migliaia di detenuti palestinesi, oltre all’interruzione dell’avanzata militare verso Gaza City. Trump, dal tono sicuro, ha asserito che "avremo un accordo a Gaza molto presto", lasciando intendere che i colloqui procedano ormai a ritmo serrato.

Dall’altra parte, Hamas ha replicato con una dichiarazione che, sebbene non costituisca un’accettazione formale, indica una disponibilità al dialogo senza precedenti. Il gruppo ha affermato di essere "pronti a sederci subito a tavolo delle trattative", segnando una potenziale svolta in un conflitto che ha prodotto immense sofferenze. Quest’apertura, per quanto vaga, rappresenta il primo segnale concreto di un possibile negoziato dopo settimane di stallo e di operazioni militari.

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