Famiglia nel bosco, l'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo: "Discutibile la decisione dei servizi sociali"
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Redazione Interno
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L'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo è tornato sulla vicenda della "famiglia del bosco" di Palmoli, prendendo posizione dopo la nota che il Servizio Sociale Professionale dell'A.D.S. n. 14 "Alto Vastese" ha inviato all'avvocato Simone Pillon, legale dei coniugi Trevallion, e alla tutrice dei minori, l'avvocata Maria Luisa Palladino. Oggetto della comunicazione era l'incontro tra i tre bambini e i genitori, inizialmente previsto per martedì nella nuova abitazione assegnata dal Comune di Palmoli e poi spostato in altra sede.
L'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo, nel suo intervento, ha definito "discutibile" la decisione assunta dai servizi sociali, rilevando come i giornalisti si fossero già allontanati dall'area prima che l'incontro venisse annullato.
La vicenda ruota attorno a una giornata complessa, quella di martedì 15 settembre, quando i tre fratelli Trevallion avrebbero dovuto fare ritorno nella casa di Palmoli per il primo incontro con i genitori dopo dieci mesi di separazione. Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, aveva fatto transennare l'area su richiesta dei genitori e aveva personalmente invitato i cronisti ad allontanarsi per garantire la privacy.
Secondo quanto riferito dall'avvocato Pillon, nonostante non fosse rimasto più alcun giornalista sul posto, gli operatori del servizio sociale hanno comunque imposto di annullare il rientro dei bambini, spostando l'incontro in una località protetta del Chietino, a Gissi.
"Ci si chiede come mai la presenza della stampa sia stata usata ieri dal Servizio sociale per annullare il rientro a casa dei piccoli, mentre il loro ingresso a scuola oggi, a parità di condizioni, non è stato annullato?", ha dichiarato l'avvocato Pillon all'indomani della vicenda, formulando una domanda che l'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo ha poi ripreso nella propria nota.
La famiglia, attraverso il proprio legale, aveva segnalato agli operatori del servizio sociale già venerdì 11 settembre la necessità di adottare misure idonee a prevenire il prevedibile afflusso di stampa, senza ricevere alcuna risposta.
Mercoledì mattina, mentre proseguivano le polemiche sull'incontro saltato, i tre bambini hanno varcato per la prima volta le porte di una scuola pubblica a Vasto. I gemelli sono stati iscritti in seconda elementare, la sorella maggiore in quarta. Hanno raggiunto l'istituto a bordo di un'auto della comunità educativa dove sono ospiti dal novembre 2025, accompagnati anche dall'insegnante che negli ultimi mesi ha seguito il loro percorso scolastico all'interno della struttura protetta.
L'inserimento scolastico rappresenta una novità significativa per i tre fratelli, che fino a quel momento erano stati educati attraverso un percorso di istruzione parentale. L'ingresso in classe avviene sotto il monitoraggio della Neuropsichiatria infantile della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, i cui medici avevano già ribadito a luglio l'urgenza clinica di una ricomposizione del nucleo familiare.
Lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente dei Trevallion, aveva espresso preoccupazione per il possibile shock legato all'ingresso in un gruppo classe già formato, ipotizzando anche il rischio di episodi di bullismo.
La decisione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, risalente alla fine di agosto, aveva delineato un percorso di ricongiungimento graduale per i tre minori. I giudici avevano dato il via libera al ritorno a casa dei bambini, ma seguendo un iter a tappe monitorato dai servizi sociali, con la prospettiva di trascorrere un intero fine settimana con i genitori nel mese di ottobre e, in seguito, di lasciare definitivamente la comunità di Vasto.
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