Cobolli e la Coppa Davis rubata dal nonno: il trionfo azzurro tra ricordi indelebili e la forza del gruppo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Flavio Cobolli, uno dei protagonisti del recente trionfo italiano in Coppa Davis, ha confessato di aver "stupito anche se stesso" durante le finali disputate a Bologna, in un'intervista in cui ha rievocato, con frasi dipendenti che ne arricchiscono il racconto, le sensazioni provate in quel frangente così unico. L'atleta, che ha definito "indelebili" i ricordi di quei momenti, ha ammesso di non aver mai sperimentato, in precedenza, un'emozione di tale portata, sottolineando come gli rimarrà per sempre nella mente l'eco di uno stadio intero che gridava il suo nome. La festa che è seguita alla conquista del titolo mondiale, come lui stesso ha riferito, si è consumata in un luogo riservato alla sola squadra, tra atmosfere surreali, balletti e discorsi che, pur nella grande gioia, lascerebbero intendere che "potevamo fare di peggio", quasi a voler delimitare i confini di un'esuberanza comunque contenuta.

La coppa "scomparsa" e i complimenti della Roma

Un aneddoto curioso, che arricchisce il quadro umano di questa vittoria, riguarda il destino immediato della coppa, l'ambita "insalatiera" che simboleggia il trionfo. Cobolli, infatti, ha rivelato con tono affettuoso e colloquiale che il trofeo, per il momento, non è nelle sue mani: "me l'ha rubata mio nonno". L'immagine che ne deriva, e che il tennista stesso tratteggia con una punta di ironia, è quella di un anziano signore che, a Roma, "sta facendo il figo con gli amici", mostrando con orgoglio il cimelio del nipote. Una scena di vita quotidiana che si intreccia con le telefonate di personaggi illustri, giunte per congratularsi con il giovane campione; tra queste, Cobolli ha menzionato espressamente quelle ricevute da Bruno Conti e Antonello Venditti, senza tralasciare i complimenti personali arrivati da Daniele De Rossi, i quali, per ovvie ragioni, assumono un sapore particolare per un romano.

Il dominio azzurro e il ritratto di una squadra affiatata

Il successo della squadra maschile, ottenuto sconfiggendo la Spagna in finale, non è un episodio isolato ma consolida una dinastia sportiva, permettendo all'Italia di chiudere per il terzo anno consecutivo al primo posto del ranking della Coppa Davis. Questo risultato, di straordinario rilievo, eguaglia quanto compiuto dalla formazione femminile, dipingendo un quadro di assoluto predominio del tennis italiano a livello mondiale. Una forza, quella del gruppo, che è stata più volte indicata come l'ingrediente decisivo per questo ennesimo trionfo, un elemento che va ben al di là delle prestazioni dei singoli atleti, per quanto eccelse esse possano essere state.

I retroscena di Vavassori e la complicità fuori dal campo

A confermare il clima di straordinaria affiatamento che regnava nella squadra sono giunti, in maniera spontanea e diretta, i retroscena svelati da Andrea Vavassori. Il doppista, convocato insieme a Simone Bolelli, ha condiviso sui social alcuni video che ritraggono i momenti di svago e di intimità del gruppo, rivelando un dietro le quinte fatto di complicità e leggerezza. Ne emerge un affresco vivace, dove si vedono alcuni di loro, come Matteo Berrettini, intonare canzoni di Ligabue, mentre altri, come lo stesso Cobolli, sorseggiano miele, in un alternarsi di scene che dimostrano come la coesione si forgi anche, e forse soprattutto, lontano dai riflettori ufficiali e dalla pressione del campo di gioco.

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