Attentato a Ranucci, Lavitola indagato come presunto mandante
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Redazione Interno
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L’attentato a Ranucci porta all’iscrizione di Valter Lavitola nel registro degli indagati come presunto mandante dell’azione dinamitarda avvenuta lo scorso ottobre a Pomezia, all’esterno della villetta dove vive il conduttore di Report. La procura di Roma ha deciso di procedere nei confronti dell’ex giornalista e imprenditore, ipotizzando un coinvolgimento in concorso con un’altra persona. Secondo i pm, Lavitola avrebbe commissionato l’attacco che ha colpito la zona dell’abitazione di Sigfrido Ranucci, mentre gli investigatori continuano a ricostruire ruoli, collegamenti e possibile movente.
Le indagini sull’attentato a Ranucci e il ruolo contestato a Lavitola
Nell’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci è emersa anche una nuova qualificazione dei reati contestati dagli inquirenti: i fatti del 16 ottobre sono stati descritti come strage aggravata dal metodo mafioso. La procura di Roma sta approfondendo la posizione di Valter Lavitola, indicato come presunto mandante dell’azione, e quella di un’altra persona ritenuta coinvolta nella vicenda. Gli elementi raccolti dagli investigatori hanno portato a concentrare l’attenzione sui possibili passaggi che avrebbero preceduto l’esplosione avvenuta davanti alla casa del conduttore televisivo.
Nel quadro dell’indagine è emersa anche la figura di un presunto intermediario, individuato dagli inquirenti come un punto di contatto nell’organizzazione dell’azione. Si tratterebbe di un dipendente di Lavitola che, secondo quanto riportato nell’inchiesta, sarebbe fuggito in Camerun. La sua posizione viene considerata un elemento dell’accertamento condotto dalla procura per chiarire come si sarebbe sviluppata la catena di responsabilità legata all’attentato.
La posizione di Ranucci dopo l’iscrizione di Lavitola
Sigfrido Ranucci ha commentato gli sviluppi dell’indagine spiegando di non ritenere possibile, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, un coinvolgimento diretto di Lavitola contro di lui e la sua famiglia. Il conduttore di Report ha dichiarato di voler attendere eventuali prove prima di modificare la propria convinzione sull’innocenza dell’ex imprenditore. Le sue parole arrivano dopo la giornata in cui la procura ha attribuito una nuova direzione all’inchiesta sull’attentato subito lo scorso ottobre.
Ranucci ha inoltre ribadito di avere un rapporto personale con Lavitola e di non credere che l’ex giornalista e imprenditore avrebbe potuto fare del male a lui o ai suoi familiari. Nel frattempo, gli investigatori proseguono gli accertamenti per definire il quadro complessivo dell’attacco avvenuto a Pomezia e per stabilire eventuali responsabilità nell’organizzazione dell’azione dinamitarda.




