Trump minaccia Powell, ma il dollaro sorprende i mercati
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Redazione Economia
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Il dollaro statunitense, dopo un iniziale tracollo, ha ripreso quota giovedì, dimostrando una resilienza inattesa di fronte alle ultime turbolenze politiche. A scatenare l’ondata di incertezza è stata la possibilità – poi rientrata – che Donald Trump volesse rimuovere Jerome Powell dalla guida della Federal Reserve, una mossa senza precedenti che avrebbe potuto innescare reazioni imprevedibili sui mercati globali.
Secondo indiscrezioni riportate dal New York Times, durante un incontro con parlamentari repubblicani il presidente avrebbe mostrato una bozza di lettera di licenziamento, alimentando speculazioni già circolate nelle settimane precedenti. A queste si sono aggiunte le dichiarazioni anonime di un funzionario della Casa Bianca, secondo cui l’annuncio sarebbe imminente. Sebbene la notizia sia stata smentita, l’episodio ha riacceso tensioni mai sopite tra Trump e Powell, il cui rapporto si è deteriorato da quando la Fed ha mantenuto una politica monetaria più cauta di quanto il tycoon avrebbe voluto.
La posta in gioco è alta: dal 1913, anno di istituzione della banca centrale americana, nessun presidente ha mai destituito un suo governatore. Un eventuale licenziamento di Powell, oltre a minare l’indipendenza dell’istituto, rischierebbe di destabilizzare i mercati, come ha sottolineato Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan, secondo cui "giocare con la Fed" potrebbe avere conseguenze gravi. Intanto, l’attenzione si sposta sulle prossime trimestrali, mentre Wall Street registra future sostanzialmente piatti, segno che gli investitori preferiscono attendere sviluppi più chiari




