Trump torna a colpire Powell: "Pessimo lavoro, ma lo licenzio? Impossibile"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le tensioni tra Donald Trump e Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, non accennano a placarsi. Il tycoon, che non ha mai nascosto il suo malcontento verso la politica monetaria della banca centrale, ha ribadito le critiche durante un incontro con esponenti del Partito Repubblicano, lasciando trapelare l’ipotesi – poi parzialmente smentita – di un licenziamento imminente. Fonti citate dal New York Times riferiscono che una lettera di dimissioni forzate sarebbe già stata preparata, sebbene lo stesso Trump abbia successivamente definito "altamente improbabile" un tale scenario.

"Sta facendo un pessimo lavoro", ha dichiarato il presidente durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, affiancato dal principe ereditario del Bahrein. Pur riconfermando le sue riserve sull’operato di Powell – "sempre in ritardo, un terribile capo della Fed" – Trump ha però frenato le speculazioni: "No, non sto parlando di licenziarlo". Un tono diverso rispetto alle parole rivolte ai parlamentari repubblicani, ai quali avrebbe invece lasciato intendere di valutare seriamente la rimozione del governatore "entro otto mesi".

La nomina di Powell risale al 2017, quando lo stesso Trump lo scelse per guidare la Fed, salvo poi entrare in rotta di collisione con lui a causa dei tassi di interesse, giudicati troppo alti dall’ex imprenditore. "Abbassa i tassi, Jerome", è stato il ritornello lanciato più volte su Truth Social, la piattaforma social preferita dal presidente. Ma l’indipendenza della Federal Reserve, pilastro del sistema finanziario statunitense, ha finora impedito a Powell di piegarsi alle pressioni politiche.

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