Trump attacca Powell dopo la decisione della Fed: "Persona stupida"
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Redazione Economia
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La tensione tra Donald Trump e Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, è esplosa nuovamente dopo l’annuncio che i tassi di interesse negli Stati Uniti resteranno invariati al 4,5%, un livello ben più alto rispetto a quello della Banca Centrale Europea. «Abbiamo a che fare con una persona stupida», ha dichiarato Trump, lasciando trapelare tutta la sua irritazione per una scelta che, a suo avviso, non tiene conto delle esigenze dell’economia americana.
La decisione della Fed, motivata dalla persistente «incertezza sull’outlook economico», ha trovato d’accordo il comitato per la politica monetaria, ma non ha affatto placato le critiche del presidente, che da tempo spinge per un allentamento delle condizioni creditizie. Trump, che in passato non ha mai nascosto la sua preferenza per tassi bassi, considera l’indipendenza della Fed un ostacolo alla crescita, soprattutto in un momento in cui l’inflazione sembra sotto controllo e il mercato del lavoro mostra segnali di solidità.
Intanto, all’interno della stessa Federal Reserve, le divisioni si fanno più evidenti. Christopher Waller, membro influente del Federal Open Market Committee (Fomc), ha lasciato intendere che un taglio dei tassi potrebbe arrivare già a luglio. «Siamo in una posizione tale per cui potremmo iniziare a ridurli», ha affermato in un’intervista, sottolineando come la priorità della Fed debba rimanere la stabilità dei prezzi e non il finanziamento a basso costo del governo federale.
Le parole di Waller, che hanno rassicurato i mercati spingendo Wall Street in rialzo, contrastano con la linea più prudente adottata da Powell, il quale sembra voler attendere ulteriori dati prima di muoversi. Una divergenza di vedute che riflette le difficoltà nel valutare l’andamento dell’economia, tra tensioni commerciali, rallentamenti globali e pressioni politiche sempre più esplicite.




