Halo, l'Mmo cancellato per un bonus: le accuse di un ex sviluppatore
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Mentre Halo 3 dominava le classifiche e consolidava il suo status di fenomeno culturale, all’interno di Ensemble Studios, lo studio celebre per aver dato vita alla saga di Age of Empires, prendeva forma un’ambiziosa visione che avrebbe potuto ridefinire i confini dell’universo narrativo creato da Bungie. Il progetto, noto in codice come Titan, non era un semplice spin-off bensì un colossale MMO concepito come prequel, un’esperienza che prometteva di immergere i giocatori in un’epoca antecedente a quella del protagonista in cui le fazioni dei Precursori e dei Covenant offrivano prospettive di gioco inedite, con la minaccia sempre presente dei Flood a fare da contraltare drammatico a un mondo virtuale sterminato.
A distanza di anni, è una voce diretta, quella di Sandy Petersen – già level designer di titoli seminali come Doom e Quake prima del suo approdo allo studio – a riportare alla luce, con toni che tradiscono un risentimento mai sopito, le circostanze che portarono all’improvvisa archiviazione di Titan. Petersen, in un intervento sui social media, non ha utilizzato giri di parole, attribuendo la responsabilità della decisione a Don Mattrick, all’epoca ai vertici della divisione Xbox. La sua ricostruzione, se confermata, dipinge un quadro in cui le sorti di un intero progetto, e di uno studio di sviluppo, furono sacrificate non per mere strategie di mercato bensì per una motivazione di natura personale.
Secondo quanto emerge dalle dichiarazioni, la cancellazione del gioco non sarebbe stata dettata da valutazioni legate alla sua fattibilità tecnica o al suo potenziale commerciale, bensì da un calcolo di convenienza economica individuale. La tesi avanzata dall’ex sviluppatore è che Mattrick, il cui compenso era legato anche a bonus azionari, avrebbe agito per massimizzare il proprio guadagno personale. Una mossa, questa, che avrebbe avuto come diretta conseguenza non solo l’abbandono dell’MMO di Halo ma anche la successiva, e definitiva, chiusura di Ensemble Studios, mettendo fine all’attività di un team che aveva segnato la storia del videogioco strategico.




