Highguard, il sito ufficiale è offline e la priorità dello sviluppatore sono i nuovi contenuti

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Da diversi giorni, per chiunque tenti di raggiungere il portale ufficiale di Highguard, lo sparatutto free-to-play lanciato lo scorso 26 gennaio su PC e console, appare solo una schermata che ne attesta la momentanea non disponibilità. Un’assenza, quella del sito, che in molti hanno interpretato come l’ennesimo, sinistro presagio di un imminente abbandono del progetto da parte di Wildlight Entertainment, lo studio di sviluppo che ci lavora -1. La realtà, stando a quanto comunicato nelle ultime ore direttamente dagli autori del gioco attraverso i canali Discord, sarebbe però più sfumata e legata a questioni tecniche e, soprattutto, di priorità interne. Un membro del team, interpellato sulla questione, ha infatti spiegato che la piattaforma necessita di essere trasferita e semplificata, un’operazione la cui tempistica resta però volutamente indefinita. La ragione di questa mancanza di urgenza, per quanto possa apparire controintuitiva, è stata motivata con una certa franchezza: il danno reputazionale, ormai, è già stato fatto -1-10.

La scelta di concentrare le limitate energie del team residuo altrove, e precisamente sullo sviluppo di aggiornamenti e contenuti inediti, arriva in un contesto già estremamente complesso per il Titolo. L’opera, un raid shooter PvP che vedeva tra i suoi punti di forza la presenza di veterani di Respawn Entertainment, aveva suscitato perplessità sin dal suo annuncio avvenuto durante i The Game Awards del 2025, un lancio in pompa magna che non era riuscito a fugare i dubbi di gran parte degli osservatori -5-8. Al momento del debutto, nonostante un picco di quasi centomila giocatori simultanei su Steam avesse fatto ben sperare, il calo è stato tanto rapido quanto drammatico, con un’emorragia di utenti che in meno di quarantotto ore ha fatto perdere al gioco oltre il novanta per cento della sua base attiva -2-8. Le critiche, spesso raccolte in recensioni prevalentemente negative, si sono concentrate su problemi di ottimizzazione, sulla presenza di bug diffusi e su una progettazione delle mappe giudicata poco adatta alle meccaniche di gioco, nonostante i primi correttivi, come l’introduzione di cursori per il campo visivo, fossero stati rapidamente implementati -5.

La conferma del legame finanziario con Tencent e i recenti licenziamenti

A complicare ulteriormente il quadro, già di per sé precario, è sopraggiunta un’indiscrezione giornalistica, riportata da Stephen Totilo, che ha gettato luce su quella che potrebbe essere stata la struttura finanziaria alla base del progetto. Secondo quanto ricostruito, il principale finanziatore di Wildlight Entertainment sarebbe il colosso cinese Tencent, il quale avrebbe operato attraverso la sua controllata TiMi Studio Group, realtà nota per aver sviluppato titoli di enorme successo nel mercato mobile e non solo -3-6. La natura di questo rapporto, che non era mai stata ufficialmente divulgata né dallo studio né dalla multinazionale, rimane per molti aspetti sconosciuta, e nessuna delle due parti ha rilasciato dichiarazioni in merito alle voci. Questa scoperta, avvenuta in contemporanea con la crisi di Highguard, ha inevitabilmente alimentato nuove speculazioni sul futuro dello sviluppatore e del gioco stesso.

Le difficoltà incontrate da Highguard, del resto, hanno già avuto conseguenze pesanti e tangibili sul personale di Wildlight. Nelle scorse settimane, lo studio è stato scosso da un’ondata di licenziamenti che avrebbe ridotto in maniera drastica l’organico, con stime che parlano di una riduzione della forza lavoro che potrebbe aver raggiunto l’ottanta per cento -4. Una cura dimagrante che lascia presagire una profonda ristrutturazione, se non una vera e propria operazione di ridimensionamento delle ambizioni. Chi è rimasto, verosimilmente un piccolo team, ha ora il compito di tentare l’impossibile: invertire la rotta di una nave che sembra aver già imbarcato troppa acqua. È proprio questo manipolo di sviluppatori, infatti, a dover gestire la comunicazione e a dover cercare di rassicurare una community sempre più scettica e ridotta ai minimi termini.

La risposta su Discord e il destino dei contenuti programmati

L’intervento dello sviluppatore sul server Discord ufficiale, nel tentativo di spegnere gli incendi provocati dall’offline del sito, ha toccato anche un altro tasto dolente: il destino della tabella di marcia dei contenuti, quella roadmap che era stata presentata con un certo clamore per dimostrare l’impegno nel supporto a lungo termine del gioco. Alla domanda se il calendario originale sarebbe stato rispettato, la risposta è stata interlocutoria ma non del tutto negativa. Il team, ha spiegato, intende discostarsi dalla scaletta prestabilita per rispondere in maniera più organica ai feedback ricevuti dai giocatori, cercando di correggere il tiro sulla base delle reali esigenze emerse in queste settimane piuttosto che limitarsi a erogare contenuti preconfezionati che rischierebbero di non incontrare i gusti del pubblico -1. Tuttavia, lo stesso sviluppatore ha voluto precisare che buona parte di ciò che era stato pianificato è ancora in lavorazione e che anzi, in qualche caso, potrebbe arrivare persino prima del previsto -1-10.

Questa comunicazione, se da un lato prova a gettare acqua sul fuoco del pessimismo cosmico che avvolge la community, dall’altro non può nascondere la gravità del momento. La sopravvivenza di Highguard, in questo momento, sembra appesa a un filo sottile, rappresentato dalla volontà e dalla capacità di questo gruppo di sviluppatori superstiti di produrre aggiornamenti di qualità in tempi stretti. Il fatto che il sito istituzionale, vetrina principale del gioco, rimanga inaccessibile non per un guasto tecnico ma per una precisa scelta di priorità, la dice lunga su quanto la situazione sia considerata critica all’interno dello studio. La priorità, ormai, non è più curare l’immagine o attrarre nuovi giocatori, ma cercare di trattenere gli ultimi fedeli con contenuti che possano finalmente ribaltare un giudizio che, al momento, appare purtroppo già scritto.

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