Meloni difende l’assenza al vertice in Montenegro: “Polemiche ridicole”
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Redazione Esteri
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L’assenza al vertice in Montenegro è al centro della replica di Giorgia Meloni alle critiche arrivate dopo la sua mancata partecipazione all’appuntamento, una scelta che la presidente del Consiglio ha definito priva di qualsiasi significato politico. In un’intervista al Corriere della Sera, la premier ha spiegato che la decisione è stata determinata da ragioni pratiche e organizzative, respingendo le ricostruzioni che hanno attribuito alla sua mancata presenza motivazioni diverse. Secondo quanto riferito, i tempi della festa dei carabinieri si sarebbero allungati e questo avrebbe reso poco sensato raggiungere il Montenegro per una permanenza limitata a circa un’ora. Da qui la decisione di non partire, accompagnata dalla volontà di chiudere le polemiche nate attorno alla vicenda.
Meloni ha sottolineato che la mancata partecipazione a un singolo vertice non rappresenta un fatto eccezionale nel contesto delle relazioni internazionali. La premier ha ricordato che può accadere a tutti i leader di non prendere parte a qualche incontro e ha aggiunto di considerarsi tra i più presenti agli appuntamenti istituzionali. Proprio per questo motivo ha definito sproporzionate le reazioni seguite alla sua assenza, sostenendo di essere quasi l’unica figura politica per la quale una mancata partecipazione genera un dibattito così acceso. Nelle sue dichiarazioni, il punto centrale resta la volontà di escludere qualsiasi lettura politica dietro la decisione presa.
La replica alle accuse di isolamento politico
Una parte delle critiche si è concentrata sul presunto isolamento dell’Italia o della stessa presidente del Consiglio. Anche su questo aspetto Meloni ha risposto in modo netto, sostenendo che tali interpretazioni siano il frutto di polemiche che attribuisce alle opposizioni. La premier ha affermato di lasciare “volentieri” queste contestazioni a una “sinistra disperata”, formula utilizzata più volte nelle sue dichiarazioni per respingere le accuse. Nella sua ricostruzione non esisterebbe alcun collegamento tra l’assenza dal vertice e possibili difficoltà politiche o diplomatiche, mentre le letture che vanno in questa direzione vengono considerate una forzatura rispetto a quanto realmente accaduto.
Nel corso dell’intervento, Meloni ha insistito sul fatto che quando ritiene necessario esprimere una posizione politica lo fa apertamente e senza ricorrere a messaggi indiretti. Proprio questo elemento viene utilizzato dalla presidente del Consiglio per contestare le interpretazioni che hanno accompagnato la vicenda del Montenegro. Secondo la sua versione, attribuire significati nascosti a una scelta organizzativa rappresenta un esercizio di dietrologia che non trova riscontro nei fatti. La premier ha quindi rimandato al mittente le accuse, sostenendo che la decisione sia stata esclusivamente legata alla valutazione dell’utilità del viaggio in rapporto ai tempi effettivamente disponibili.
Le dichiarazioni sul ruolo dell’Italia nei Balcani
Accanto alla spiegazione relativa all’assenza, Meloni ha richiamato anche il ruolo dell’Italia nell’area balcanica. Nelle dichiarazioni riportate, la presidente del Consiglio ha rivendicato l’impegno del Paese a favore del percorso di integrazione europea dei Balcani, presentando l’Italia come uno dei principali sostenitori di questo processo. Il riferimento arriva nel momento in cui la mancata partecipazione al vertice è stata interpretata da alcuni osservatori come un possibile segnale politico. La premier ha invece collegato il tema alla continuità dell’azione italiana nella regione, separando il giudizio sul lavoro diplomatico svolto dal governo dalla scelta di non prendere parte a uno specifico incontro.
Nel respingere le ricostruzioni circolate dopo il vertice, Meloni ha utilizzato toni particolarmente diretti anche nei confronti di chi ha cercato di attribuire alla sua assenza un valore simbolico. Ha infatti affermato di non condividere atteggiamenti che puntano a misurare la rilevanza politica sulla semplice presenza o assenza a un evento, richiamando ironicamente la domanda “mi si nota di più se vengo o se non vengo”. Attraverso queste par
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