Bimba sbranata ad Acerra, domani i funerali. La famiglia: «Rispetto in questo giorno»
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Redazione Interno
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La tragedia che ha colpito la famiglia di Giulia Loffredo, la bimba di nove mesi morta ad Acerra nella notte tra sabato e domenica scorsi, continua a scuotere l’opinione pubblica. La piccola, aggredita dal pitbull di famiglia mentre dormiva accanto al padre, è stata vittima di un episodio che ha riacceso il dibattito sulla pericolosità di alcune razze canine e sulla responsabilità dei proprietari. Domani, giovedì 20 febbraio, si terranno i funerali nel duomo di Acerra, e la famiglia, attraverso il legale Luigi Montano, ha chiesto rispetto e privacy in questo momento di profondo dolore. «Almeno nel giorno dei funerali – ha dichiarato l’avvocato – la famiglia di Giulia chiede un poco di rispetto, pregando tutti di spegnere i riflettori e di non pressarla durante l’ultimo saluto alla bambina».
L’autopsia, eseguita ieri su disposizione della Procura di Nola, ha confermato che sul corpicino di Giulia sono presenti morsi compatibili con i denti di un cane, lasciando pochi dubbi sulla dinamica dell’aggressione. Tuttavia, restano ancora alcuni punti oscuri, in particolare riguardo a quel “buco” temporale di circa un’ora in cui il padre, ora indagato per omicidio colposo per l’omessa custodia e vigilanza del cane, non è stato in grado di fornire spiegazioni, dichiarandosi addormentato al momento dei fatti. La madre, invece, era al lavoro.
Il caso ha riportato alla luce il tema della gestione di cani considerati potenzialmente pericolosi, come i pitbull, razza spesso al centro di polemiche per la loro aggressività. Già in passato, episodi simili hanno sollevato interrogativi sulla necessità di regolamentare l’allevamento e la vendita di questi animali, affidati troppo spesso a persone impreparate a gestirli. «È necessario vietare l’allevamento e la vendita dei pitbull – ha scritto un lettore in una lettera al direttore – non è più accettabile che accadano tragedie come questa».




