‘Lista stupri’ compare nei bagni del liceo Vallisneri di Lucca, la scuola fa cancellare la scritta
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Redazione Interno
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Dopo l’episodio, analogo nei contenuti e nella modalità, verificatosi pochi giorni fa in un noto liceo romano, il fenomeno delle cosiddette ‘liste degli stupri’ ha fatto la sua inquietante comparsa anche a Lucca, nei locali del liceo scientifico Antonio Vallisneri. Sul muro di un bagno della scuola, infatti, è stata rinvenuta una scritta che riportava la dicitura ‘lista stupri’, accompagnata da due nomi di ragazze e da un simbolo fallico; una dinamica, questa, che riproduce in maniera pressoché identica quanto già accaduto nella Capitale, configurando una preoccupante tendenza alla emulazione. La dirigente scolastica, informata tempestivamente dell’accaduto, ha disposto l’immediata cancellazione delle scritte e la ripulitura della parete, cercando di limitare per quanto possibile la diffusione dell’immagine all’interno dell’istituto.
Gli accertamenti delle forze dell’ordine e la reazione degli studenti
Nonostante la rapida azione di pulizia, la notizia si è diffusa velocemente tra gli studenti, alcuni dei quali hanno scattato una fotografia alla scritta prima della sua rimozione, condividendola poi su gruppi e social network per esprimere il proprio “dissenso e ribrezzo” verso un gesto definito “osceno”. Le autorità scolastiche, dal canto loro, hanno avviato accertamenti interni per cercare di ricostruire la dinamica dei fatti e identificare i responsabili, mentre anche la polizia è stata interessata della vicenda e ha iniziato le proprie indagini. Il gesto, al di là della sua gravità intrinseca, rappresenta un atto di violenza psicologica e di denigrazione pubblica che mira a colpire la dignità delle persone indicate, gettando un’ombra pesante sul clima all’interno della comunità scolastica.
La posizione dell’assessora regionale Alessandra Nardini
Sull’episodio è intervenuta con fermezza l’assessora regionale alla istruzione, Alessandra Nardini, la quale ha definito “aberrante” la scritta apparsa al Vallisneri, sottolineando come essa sia “segno di quanto la cultura dello stupro e della subordinazione della donna sia ancora diffusa”. Nel suo commento, l’assessora ha collegato direttamente il fatto alla necessità di introdurre percorsi obbligatori di “educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole di ogni ordine e grado”, individuando in tali strumenti una possibile risposta educativa e culturale a fenomeni di questo tipo. Nardini ha poi criticato la posizione del governo nazionale, che a suo dire “continua a opporsi in modo assurdo” a simili proposte, mentre “la realtà continua a mandarci segnali allarmanti come questo”.
Il quadro di un fenomeno che sembra replicarsi
L’accaduto di Lucca, che segue a brevissima distanza quello romano, solleva interrogativi non solo sulle motivazioni dei singoli autori, spesso riconducibili a un desiderio di notorietà o a dinamiche di branco, ma anche sulla capacità dei contesti educativi di intercettare e contrastare precocemente certi linguaggi d’odio. La ripetizione del medesimo schema, con la lista, i nomi e il simbolo, suggerisce una forma di emulazione che si alimenta attraverso la circolazione delle notizie e delle immagini stesse, rendendo ogni nuovo caso un potenziale moltiplicatore per altri. Le istituzioni scolastiche si trovano dunque a dover gestire non solo l’aspetto repressivo e investigativo, ma anche, e forse soprattutto, quello educativo e della prevenzione, in un momento in cui la discussione pubblica su questi temi appare particolarmente polarizzata.




