Varese chiede al governo di proteggere i lavoratori Beko
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Redazione Economia
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Il sindaco di Varese, Davide Galimberti, ha presentato una mozione urgente al Consiglio Comunale, prevista per venerdì 15 novembre, riguardante la situazione critica dello stabilimento Beko Europe a Cassinetta di Biandronno. Questo sito produttivo, erede della storica Ignis di Giovanni Borghi e successivamente di Whirlpool, rappresenta un pilastro fondamentale del tessuto economico e produttivo varesino, impiegando circa 2200 lavoratori e generando un fatturato annuale di circa 500 milioni di euro. La Lega, con il ministro Giorgetti in testa, segue con massima attenzione l'evolversi della situazione, che coinvolge migliaia di persone a rischio di perdere il posto di lavoro. Il deputato della Lega Stefano Candiani e il segretario provinciale della Lega di Varese, Andrea Cassani, hanno espresso preoccupazione per la crisi industriale, criticando il Partito Democratico per non collaborare nella ricerca di soluzioni.
Nel frattempo, i 299 lavoratori dello stabilimento Beko Europe di Siena si oppongono con forza alla chiusura del loro sito produttivo. Difenderanno con ogni mezzo il loro diritto al lavoro, come dichiarato in un volantino distribuito durante un presidio davanti allo stabilimento di viale Toselli, a cui hanno partecipato anche la sindaca Nicoletta Fabio e il vicesindaco Michele Capitani. La protesta continua con volantinaggi per le vie della città e incontri con i sindaci. Carlo Bianco della Fim Cisl ha sottolineato lo sfinimento mentale causato dalla situazione, mentre Gianni Bassani di Cobas ha dichiarato che lo stabilimento è ormai considerato morto.
La crisi della Beko Europe, che coinvolge sia lo stabilimento di Cassinetta di Biandronno sia quello di Siena, rappresenta una delle più gravi crisi industriali della provincia di Varese. La situazione è seguita con attenzione dalle autorità locali e nazionali, mentre i lavoratori continuano a lottare per il loro diritto al lavoro e per la sopravvivenza dei loro stabilimenti.




