Mobilitazione della Fnsi contro l'emendamento Costa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Federazione nazionale della stampa, il sindacato dei giornalisti, ha confermato che i vertici non parteciperanno al canonico appuntamento di fine anno con la presidente del Consiglio, in programma il 28 dicembre. Questo è un atto di protesta contro l'emendamento Costa, approvato alla Camera con i voti del centrodestra e di Italia Viva-Azione.

Il divieto di pubblicazione delle ordinanze di misure cautelari

L'emendamento Costa prevede il divieto di pubblicazione delle ordinanze di misure cautelari fino al termine dell'udienza preliminare. Questo provvedimento è stato introdotto per evitare la cosiddetta "gogna mediatica", ovvero la diffusione di notizie che potrebbero pregiudicare l'immagine di una persona prima che sia emesso un verdetto definitivo.

La legge bavaglio e la reazione dei giornalisti

L'emendamento di Enrico Costa (Azione) alla legge di delegazione europea che introduce il divieto di pubblicazione da parte dei giornali “integrale o per estratto” del testo dell’ordinanza di custodia cautelare, detta anche “legge bavaglio”, è stato votato alla Camera da un’ampia maggioranza: Fdi, Lega, Forza Italia e dai partiti dell’ex duo – Renzi e Calenda – che oramai stanno all’opposizione tanto quanto Dracula sta all’Avis.

La Federazione nazionale della stampa ha annunciato l'inizio della mobilitazione contro l’emendamento Costa. I giornalisti hanno iniziato a protestare, con una passeggiata davanti ai palazzi del potere con il bavaglio alla bocca, simbolo del loro silenzio forzato. La conferenza stampa di Giorgia Meloni è stata disertata come primo atto di protesta.

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