Stoccaggi gas, l'Italia tocca il 90% con dieci giorni di anticipo sulla scadenza europea
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Redazione Economia
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L'Italia ha raggiunto il traguardo del 90% di riempimento degli stoccaggi di gas naturale, arrivando all'obiettivo con dieci giorni di anticipo rispetto alla scadenza del 30 ottobre fissata dalle regole europee per la sicurezza energetica. Il dato, stando a quanto risulta sulla base delle informazioni disponibili, colloca il Paese ben al di sopra della media dell'Unione europea, ferma al 74,5%. L'aggiornamento ufficiale è atteso sulla piattaforma Gie, Gas Infrastructure Europe, che monitora quotidianamente i livelli di riempimento dei siti di stoccaggio del continente.
Il primato italiano e il divario con il resto d'Europa
Con il 90% di riempimento, l'Italia dispone di oltre quindici punti percentuali di vantaggio rispetto alla media continentale e si conferma il Paese dell'Unione con il maggior volume di gas già immagazzinato in vista della stagione fredda. Il quadro europeo resta disomogeneo: la Germania, che pure possiede la capacità di stoccaggio più ampia tra gli Stati membri, si attesta su livelli decisamente inferiori, poco sopra il 61%, secondo quanto riportato da Milano Finanza.
Il ritardo tedesco pesa sulla media complessiva e accentua la posizione di relativa sicurezza del sistema italiano.
La soddisfazione di Snam e il quadro regolatorio
«Questo risultato - commenta l'amministratore delegato di Snam Agostino Scornajenchi - conferma l'efficacia delle attività svolte dalle istituzioni e dagli operatori di sistema e la solidità del modello nazionale di sicurezza energetica, consentendo all'Italia di centrare con anticipo gli obiettivi previsti dal quadro regolatorio europeo». La dichiarazione, rilasciata all'ANSA, arriva a ridosso della scadenza fissata da Bruxelles e sottolinea il ruolo di coordinamento tra governo, autorità di regolazione e gestori delle infrastrutture.
Snam, in qualità di operatore principale del sistema, gestisce la maggior parte dei siti di stoccaggio nazionali.
Una capacità che affonda le radici nel 1964
Il vantaggio italiano non nasce improvvisamente. L'attività di stoccaggio nel Paese è iniziata nel 1964 nel campo di Cortemaggiore, in provincia di Piacenza, impianto tuttora in esercizio e considerato il punto di partenza di una filiera che oggi conta tredici siti, dodici dei quali gestiti da Snam. La capacità complessiva dei giacimenti italiani, tutti ricavati da campi di gas esauriti convertiti a deposito, rappresenta circa un sesto di quella dell'intera Unione europea, un dato che colloca il sistema nazionale tra i più estesi del continente.
La rete infrastrutturale, costruita in decenni di attività, consente di immagazzinare volumi rilevanti e di erogarli con flessibilità nel corso dell'inverno.
Le scorte come strumento di sicurezza
Il riempimento degli stoccaggi risponde a una logica di modulazione stagionale: il gas viene iniettato nei giacimenti da aprile a ottobre, quando i consumi sono più bassi, per poi essere prelevato nei mesi invernali, quando la domanda civile e industriale raggiunge i picchi. Accanto al cosiddetto working gas di modulazione, il sistema italiano prevede una riserva strategica permanentemente stoccata, erogabile solo in casi di emergenza su autorizzazione del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Il raggiungimento anticipato del 90% riduce il ricorso a questa riserva e offre margini di manovra maggiori in caso di tensioni sulle forniture o di ondate di freddo prolungate.
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