Gas in Europa, l’Italia riempie gli stoccaggi mentre i prezzi tornano ai massimi
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Redazione Economia
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Il gas in Europa torna sotto pressione con i prezzi che hanno raggiunto i livelli più alti da oltre tre anni e con il timore di possibili difficoltà nelle forniture durante la prossima stagione fredda. Il riferimento del mercato europeo, il Ttf di Amsterdam, ha chiuso sopra i 66 euro al megawattora, arrivando a 66,3 euro con un rialzo dell’1,64% e toccando valori che non si vedevano dal gennaio 2023. Nell’ultima settimana le quotazioni del metano sono aumentate di oltre l’8%, spinte dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle difficoltà legate agli approvvigionamenti di gas naturale liquefatto, mentre l’Europa accelera per aumentare le proprie riserve.
La situazione non riguarda tutti i Paesi nello stesso modo: l’Italia arriva alla fase di preparazione per l’inverno con una posizione più avanzata rispetto alla media europea. Secondo i dati di Gie-Gas Infrastructure Europe, al 19 agosto gli stoccaggi italiani hanno superato l’80%, mentre il livello europeo si è fermato poco sopra il 61%. Il sistema nazionale registra quindi un vantaggio di quasi 20 punti rispetto alla media continentale, nonostante le difficoltà emerse sul mercato internazionale del gas e gli effetti delle tensioni legate alla crisi di Hormuz.
Gli stoccaggi europei e la corsa al Gnl prima dell’inverno
Gli stoccaggi europei restano però al centro delle preoccupazioni degli operatori, perché a fine luglio erano pieni appena al 57%, sedici punti al di sotto della media degli ultimi cinque anni. Per raggiungere anche solo l’obiettivo dell’80% entro novembre sarebbero necessari oltre 140 carichi di gas naturale liquefatto al mese. La richiesta di nuove forniture si inserisce in un mercato globale nel quale l’Asia oggi paga di più per il Gnl, una situazione che potrebbe spingere i prezzi europei a superare i 60 euro al megawattora per attirare nuovi carichi.
L’allarme sugli approvvigionamenti arriva da Montel, società specializzata nell’analisi dei mercati energetici europei, mentre i dati sulle riserve mostrano differenze significative tra i vari sistemi nazionali. L’Europa continua a lavorare sul riempimento degli stoccaggi in vista dei mesi di maggiore consumo, con il mercato che monitora sia il livello delle scorte disponibili sia la capacità di garantire nuove forniture di gas. Il rialzo delle quotazioni del Ttf riflette proprio questa combinazione tra domanda futura, condizioni degli stoccaggi e difficoltà negli arrivi di gas liquefatto.
Prezzi del gas in crescita e pressione sulle forniture europee
Il ritorno della tensione sul mercato del gas arriva mentre l’inverno non è ancora iniziato, ma con l’attenzione già concentrata sulla disponibilità delle riserve nei mesi più freddi. I future sul metano ad Amsterdam hanno raggiunto valori che riportano il mercato sui massimi da gennaio 2023, segnando un cambio rispetto alla fase precedente caratterizzata da livelli più contenuti. Le difficoltà negli approvvigionamenti di gas naturale liquefatto e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente sono tra i fattori che hanno contribuito alla nuova crescita dei prezzi.
La situazione evidenzia una differenza tra la posizione italiana e quella europea nella preparazione alla stagione invernale. Mentre gli stoccaggi italiani hanno già superato l’80%, il resto del continente deve completare il riempimento delle riserve per avvicinarsi agli obiettivi fissati per novembre. Il mercato del gas resta quindi concentrato sulla disponibilità delle forniture, sul ruolo del Gnl e sull’evoluzione dei prezzi dopo il nuovo aumento registrato nelle ultime settimane.
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