Prezzo del gas in rialzo, l’Europa teme le scorte per l’inverno
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Redazione Economia
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Il prezzo del gas è tornato a salire ai livelli più alti da oltre tre anni, con il mercato europeo che guarda con preoccupazione alle forniture in vista della prossima stagione fredda. Il riferimento per il mercato unico, il Ttf di Amsterdam, ha chiuso sopra i 66 euro al megawattora, raggiungendo quota 66,3 euro e registrando un aumento superiore all’8% nell’ultima settimana. La crescita dei prezzi è stata spinta dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle difficoltà negli approvvigionamenti di gas naturale liquefatto, mentre aumenta il timore che le scorte europee possano non essere sufficienti nei mesi di maggiore consumo.
Le scorte europee restano sotto pressione mentre servono nuovi carichi di Gnl
Gli stoccaggi europei hanno raggiunto a fine luglio un livello del 57%, sedici punti al di sotto della media degli ultimi cinque anni. Per arrivare almeno all’80% entro novembre sarebbero necessari oltre 140 carichi di gas naturale liquefatto al mese, secondo le valutazioni riportate sull’andamento del mercato energetico europeo. La situazione è legata anche alla concorrenza internazionale sulle forniture: l’Asia oggi paga di più e, per attirare nuovi carichi, i prezzi europei potrebbero dover superare i 60 euro per megawattora. L’allarme arriva da Montel, società specializzata nell’analisi dei mercati energetici europei.
La pressione sulle forniture arriva mentre l’Europa si prepara ai mesi invernali e il mercato del gas registra movimenti che non si vedevano dall’inizio del 2023. I future sul metano scambiati al Ttf di Amsterdam hanno toccato i livelli più elevati dal gennaio 2023, con un rialzo dell’1,64% nella giornata considerata. Le difficoltà legate al gas naturale liquefatto e le tensioni nell’area del Medio Oriente hanno contribuito a riportare l’attenzione sulla sicurezza degli approvvigionamenti e sulla necessità di completare il riempimento degli stoccaggi prima dell’arrivo del periodo di maggiore domanda.
L’Italia supera l’80% degli stoccaggi e mantiene un vantaggio sull’Europa
Non tutti i Paesi europei si trovano nella stessa situazione: l’Italia continua a riempire i propri depositi di gas in vista della prossima stagione invernale e registra un livello superiore alla media continentale. Secondo i dati di Gie-Gas Infrastructure Europe, alla data del 19 agosto gli stoccaggi italiani hanno superato l’80%, mentre quelli europei risultavano poco sopra il 61%. Il sistema nazionale presenta quindi un distacco di quasi 20 punti rispetto al dato medio europeo, nonostante le difficoltà legate alla crisi di Hormuz.
I dati sulle riserve mostrano una differenza tra la posizione italiana e quella complessiva del continente, che resta impegnato nella ricerca di nuove forniture per raggiungere gli obiettivi di riempimento prima dell’inverno. Il rialzo del prezzo del gas, tornato sui valori più elevati da oltre tre anni, si inserisce in un contesto caratterizzato da scorte ancora da completare e dalla necessità di attrarre nuovi volumi di gas naturale liquefatto. Le prossime settimane saranno quindi legate all’andamento degli approvvigionamenti e alla capacità dei mercati europei di aumentare le riserve disponibili.
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