Donald Trump smantella il Dipartimento dell'Istruzione: cosa cambia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Ieri pomeriggio, a Washington, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dato il via a un processo che segna l’inizio della fine del Dipartimento dell’Istruzione, un’istituzione federale attiva dal 1979. Attraverso un ordine esecutivo firmato durante un evento dalla coreografia insolita – Trump seduto a una scrivania della Casa Bianca, circondato da bambini intenti a scrivere su banchi di scuola – il presidente ha avviato lo smantellamento graduale dell’ente, riducendone le strutture e trasferendo gran parte delle sue competenze ai singoli Stati.

La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha spiegato che l’obiettivo è quello di “dimagrire” il dipartimento, già da tempo nel mirino di attivisti conservatori che lo considerano un’entità inefficiente e ideologicamente orientata. Trump, nel corso dell’evento, ha ribadito la volontà di chiudere l’organismo “il più velocemente possibile”, mantenendo una promessa elettorale che risale alla sua prima campagna presidenziale del 2016.

Il Dipartimento dell’Istruzione, istituito durante la presidenza di Jimmy Carter, è stato a lungo criticato da una parte della destra americana, che lo accusa di non aver migliorato i risultati scolastici degli studenti e di promuovere programmi legati alla diversità, all’equità e all’inclusione, definiti da Trump come espressione di ideologie “woke”. La decisione di trasferire le competenze agli Stati riflette una visione politica che privilegia il federalismo e l’autonomia locale, sebbene sollevi interrogativi sulle possibili disparità che potrebbero emergere tra i diversi sistemi educativi statali.

L’evento, che ha visto il presidente interagire con i bambini presenti – chiedendo loro, quasi in tono scherzoso, se dovesse firmare l’ordine esecutivo – ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, c’è chi vede nello smantellamento un’opportunità per ridurre il peso della burocrazia federale; dall’altro, c’è chi teme che la mancanza di un coordinamento centrale possa portare a un’istruzione sempre più frammentata e diseguale.

Intanto, il Congresso potrebbe essere chiamato a votare su un dipartimento ormai ridotto a un “guscio vuoto”, mentre la segretaria all’Istruzione Linda McMahon è stata incaricata di supervisionare il processo di smantellamento. Resta da vedere come gli Stati, già gravati da responsabilità significative in ambito educativo, gestiranno le nuove competenze trasferite loro dal governo federale.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.