Spin Time, nuovo incontro in Campidoglio: trovati alloggi per 160 persone

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Proseguono senza sosta i tavoli di confronto tra Roma Capitale e la comunità di Spin Time, nel tentativo di trovare una soluzione abitativa per le oltre 400 persone, tra cui più di 100 bambini, che dal 29 luglio scorso si trovano senza un tetto a causa di un incendio che ha reso inagibile lo stabile occupato di via Santa Croce in Gerusalemme.

Nel pomeriggio dell'11 agosto si è tenuto un nuovo incontro in Campidoglio, al quale hanno preso parte, tra gli altri, gli assessori capitolini Tobia Zevi e Barbara Funari, il direttore della Protezione Civile Stefano Guarino e il vicecapo di Gabinetto Giuseppe Napolitano, per fare il punto sulle soluzioni individuate dall'Amministrazione.

L'incontro, che ha visto la partecipazione anche della capo della segreteria del sindaco Giulia Tempesta e della responsabile della segreteria particolare Cristina Maltese, ha rappresentato un ulteriore passo avanti in un negoziato complesso e seguito con attenzione dall'opinione pubblica.

Le sistemazioni trovate per le famiglie

Secondo quanto comunicato da Roma Capitale, a oggi è stata trovata una sistemazione alternativa per circa 160 persone, un numero che testimonia l'impegno dell'amministrazione nel rispondere con urgenza a un'emergenza abitativa resa ancora più drammatica dalle alte temperature di questi giorni.

Nel corso della riunione, la delegazione di Spin Time ha espresso apprezzamento per la disponibilità dimostrata finora dagli uffici capitolini, mentre il confronto si è concentrato sulle proposte alloggiative e sulle criticità emerse, con l'obiettivo di modulare gli interventi in base alle diverse esigenze dei nuclei familiari.

La strategia dell'Amministrazione, come si legge in una nota ufficiale, prosegue nella ricerca di strutture con l'intenzione di privilegiare, per quanto possibile, soluzioni nell'Esquilino o nelle aree limitrofe, una scelta dettata dalla volontà di non spezzare i legami con il territorio e di garantire la continuità dei percorsi scolastici per i minori coinvolti, una delle priorità emerse nel dialogo con gli sfollati.

Il nodo della trattativa per l'acquisto dell'immobile

La questione delle sistemazioni temporanee si intreccia inevitabilmente con il destino futuro dell'edificio, un tema che ha tenuto banco nei giorni precedenti e che ha visto un coinvolgimento diretto del sindaco Roberto Gualtieri. Nei giorni scorsi, l'Amministrazione aveva formalizzato una proposta alla proprietà, Investire Sgr, manifestando la disponibilità ad acquisire l'immobile sulla base di una valutazione dell'Agenzia del Demanio o dell'Agenzia delle Entrate, ipotizzando un accordo ponte che avrebbe permesso il rientro immediato delle famiglie.

Tuttavia, quella trattativa ha subito una brusca battuta d'arresto, con la proprietà che ha respinto l'offerta del Campidoglio, complicando il quadro e alimentando le preoccupazioni degli occupanti, molti dei quali hanno rifiutato soluzioni temporanee giudicate troppo lontane dal quartiere dove hanno costruito la loro vita e i loro affetti.

Nonostante lo stallo sulla compravendita, il sindaco Gualtieri ha garantito il massimo impegno dell'amministrazione nell'assistenza alle persone, ribadendo che il lavoro per trovare una casa a tutti non si fermerà e che la priorità rimane la tutela delle fasce più deboli, con particolare attenzione a famiglie con bambini e anziani.

Il contesto dell'emergenza e i numeri degli sfollati

Il presidio davanti allo stabile di via Santa Croce in Gerusalemme, allestito subito dopo lo sgombero, è diventato il simbolo di una vicenda che ha diviso l'opinione pubblica e la politica, tra chi invoca il ripristino della legalità e chi sottolinea il fallimento delle politiche abitative. L'incendio, divampato nella notte tra il 29 e il 30 luglio, ha costretto all'evacuazione dell'edificio, che ospitava circa 400 persone, e ha portato al sequestro dell'immobile, dichiarato inagibile.

Secondo le ricostruzioni, non ci sarebbero danni strutturali gravi, ma le porte degli appartamenti sono state forzate e gli alloggi sono stati messi sottosopra durante le verifiche, mentre gli ex residenti hanno passato giorni e notti accampati all'esterno, affrontando il caldo torrido.

La situazione ha richiamato l'attenzione anche del mondo politico e sociale: da un lato, esponenti del centrodestra, come il consigliere capitolino Federico Rocca, hanno chiesto lo sgombero definitivo per ripristinare la legalità; dall'altro, il cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, è intervenuto per sottolineare che sarebbe sbagliato archiviare la vicenda con il solo sgombero, richiamando il valore della fraternità e dell'amicizia sociale.

Mentre l'Amministrazione prosegue nel garantire assistenza, con un'ordinanza urgente firmata da Gualtieri per tutelare la salute delle persone, il presidio davanti al palazzo continua, con circa 150 persone ancora in attesa di una sistemazione definitiva, in un braccio di ferro che non accenna a placarsi.

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