Spin Time, la proprietà apre alla vendita diretta dell’edificio al Campidoglio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Spin Time resta al centro della trattativa tra proprietà e Comune di Roma dopo il rifiuto della soluzione che prevedeva un rientro temporaneo delle famiglie nell’edificio. La proprietà dello stabile al Campidoglio ha indicato la disponibilità a valutare una vendita diretta del fabbricato, ma a prezzi di mercato, chiudendo la strada all’ipotesi di un passaggio transitorio prima dell’acquisto. La proposta avanzata da Roma Capitale prevedeva infatti che il Comune prendesse possesso dell’immobile, realizzasse gli interventi indispensabili di messa in sicurezza e preparasse il rientro emergenziale di circa 120 persone entro 60-90 giorni.

La proposta del Comune respinta dalla proprietà di Spin Time

La trattativa per Spin Time non è ancora conclusa, ma il confronto ha subito una battuta d’arresto dopo la risposta negativa arrivata dalla proprietà in seguito all’incontro in Prefettura. Il progetto presentato dal Campidoglio prevedeva una fase iniziale dedicata alla sicurezza dello stabile e alla predisposizione delle opere necessarie per consentire alle persone che vivevano nell’edificio di rientrare temporaneamente. La proprietà ha però respinto l’accordo ponte, lasciando aperta soltanto la possibilità di un’eventuale vendita diretta dell’immobile al Comune, senza periodi intermedi o soluzioni provvisorie.

La situazione dello stabile resta legata anche alle condizioni dell’edificio, che continua a essere inagibile mentre all’esterno rimangono tende, persone e iniziative di sostegno. Dopo la chiusura dell’ipotesi di rientro temporaneo, il confronto politico e istituzionale si concentra quindi sulla possibilità di un’acquisizione da parte del Campidoglio. La richiesta della proprietà è che la vendita avvenga a prezzi di mercato, elemento che potrebbe incidere sui prossimi passaggi della trattativa tra le parti coinvolte.

La reazione dopo lo stop e il presidio davanti allo stabile

Dopo la notizia del mancato accordo, gli attivisti di Spin Time hanno annunciato una nuova fase di mobilitazione con un’assemblea pubblica convocata alle 17. La reazione è arrivata dopo una notte definita lunga e dolorosa dalle persone coinvolte, seguita alla chiusura della trattativa tra proprietà e Comune e al no al rientro degli sfollati arrivato dal Viminale. Gli attivisti hanno ribadito la volontà di continuare la battaglia per restituire alla città il palazzo che, secondo quanto dichiarato, viene vissuto e animato da tredici anni.

Nel frattempo, l’associazione Nonna Roma ha comunicato quella che considera una prima vittoria per le famiglie interessate dalla vicenda. Secondo quanto riportato dall’associazione di mutuo soccorso nata a Roma nel 2017, tutte le famiglie che vivevano nello stabile e che possiedono i requisiti economici potranno accedere alla casa popolare. La comunicazione è arrivata dopo tredici anni di lotta e otto giorni di presidio permanente, mentre resta ancora aperto il nodo principale legato al futuro dell’edificio.

Il futuro dello stabile tra acquisto e nuove decisioni

Lo Spin Time rimane quindi in una fase di attesa, con la trattativa che potrebbe ripartire esclusivamente dal tema della vendita dell’immobile al Campidoglio. La proposta iniziale del Comune, che puntava a garantire un rientro temporaneo dopo gli interventi di sicurezza, non ha trovato l’accordo della proprietà. La situazione resta segnata dalla presenza delle persone all’esterno dello stabile e dalla necessità di individuare una soluzione per l’edificio e per chi lo abitava.

Il confronto tra Comune, proprietà e persone coinvolte prosegue dopo il rifiuto dell’accordo ponte e dopo le reazioni arrivate dagli attivisti. La vendita diretta dello stabile rappresenta ora l’ipotesi indicata dalla proprietà per proseguire il dialogo con il Campidoglio, mentre rimangono aperti gli aspetti legati alle condizioni dell’immobile e al percorso per le famiglie interessate. La vicenda dello Spin Time continua così a svilupparsi attorno alla ricerca di un nuovo accordo sul futuro del palazzo.

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