Andrea Cavallari, il patrigno: "Rubava da piccolo, era ingestibile". Ora è in carcere in Spagna in attesa dell’estradizione
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Redazione Interno
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Andrea Cavallari, il 26enne modenese condannato per la strage di Corinaldo ed evaso dal carcere di Dozza durante un permesso per la laurea, è stato trasferito venerdì 18 luglio nel penitenziario di Brians, alle porte di Barcellona. Lo ha stabilito il magistrato del tribunale centrale n.3 dell’Audiencia Nacional spagnola al termine dell’udienza di convalida dell’arresto, avvenuto giovedì mattina in un albergo di Lloret del Mar. Cavallari, assistito da un difensore d’ufficio, resterà in custodia cautelare fino al completamento della procedura di estradizione in Italia.
Intanto, a parlare è Marco Montanari, il patrigno che lo ha cresciuto e che oggi non nasconde la delusione. "Rubava già da piccolo, a 10 o 12 anni. Era ingestibile, non ci si può fidare", racconta al Corriere della Sera nel suo negozio di elettrodomestici a Bomporto. Montanari, che in passato aveva provato a farlo seguire da uno psicologo, sembra aver perso ogni speranza. "Nemmeno la laurea può cambiare elementi così", commenta asciutto, riferendosi al permesso che avrebbe dovuto essere un momento di riscatto e che invece si è trasformato nell’inizio di una latitanza.




