La Juve cerca in Francia, ma il puzzle dell'allenatore resta senza soluzione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non è bastato il ritorno di Giovanni Manna, né l’arrivo di Damien Comolli, esperto di mercato con un passato tra Inghilterra e Francia, a dare una direzione chiara alla Juventus. La panchina bianconera, che fino a poco tempo fa sembrava poter accogliere Antonio Conte, oggi è più che mai un enigma. Il tecnico salentino, dopo colloqui definiti "indecifrabili" dalla Gazzetta dello Sport, ha scelto di rimanere al Napoli, lasciando la Juve senza l’uomo che, più di altri, avrebbe potuto riaccendere l’entusiasmo di una tifoseria disorientata.

Ma il nodo non è solo Conte. Anche Gian Piero Gasperini, inizialmente corteggiato, ha preferito declinare l’invito, spostando invece il suo futuro verso la Roma. Un doppio rifiuto che ha messo in luce le incertezze di una società ancora in fase di riorganizzazione, e che ora guarda Oltralpe. Comolli, da poco entrato nello staff, sta valutando Bruno Genesio, ex Rennes e Lione, profilo meno glamour ma forse più adatto a un progetto ancora nebuloso.

Intanto, mentre a Monaco di Baviera si disputa la finale di Champions tra Inter e PSG, la Juventus sembra lontana anni luce da quel palcoscenico. E se il Corriere della Sera parla di un club che ha "perso fascino", c’è chi, tra i tifosi, si chiede se dietro questa confusione non si nasconda una mancanza di visione. Marco Silva, tecnico del Fulham, è l’ultimo nome accostato alla panchina, ma anche in questo caso, più che una scelta, sembra l’ennesima ipotesi in mancanza di alternative.

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