Esplosioni sulla nave Seajewel: indagini per terrorismo a Genova
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Redazione Interno
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La petroliera Seajewel, battente bandiera maltese e ormeggiata al largo di Savona, è al centro di un intricato caso internazionale che ha portato la procura di Genova a indagare per terrorismo. Nella notte tra venerdì e sabato, due distinte esplosioni hanno squarciato lo scafo della nave, provocando una falla che ha immediatamente sollevato sospetti di un attentato. La vicenda, che ha già assunto i contorni di una spy story, è ora nelle mani del procuratore capo Nicola Piacente e della sostituta Monica Abbatecola della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), che stanno coordinando le indagini con la Digos di Genova e la capitaneria di porto.
La Seajewel, visibile dalla costa tra Savona e Vado Ligure, è diventata un punto di interesse non solo per le autorità ma anche per i curiosi. Mentre i runner passano indifferenti e qualcuno si ferma a scattare foto, le motovedette della guardia costiera mantengono un costante controllo sull’imbarcazione, il cui destino è ora legato a un’inchiesta che potrebbe avere ripercussioni internazionali. Le esplosioni, avvenute nella rada di Vado, hanno infatti spinto la procura di Savona a trasferire il fascicolo a Genova, dove si procede con l’ipotesi di reato di naufragio aggravato dal terrorismo.
Le analisi sui pesci morti nei dintorni della nave potrebbero fornire indizi cruciali per risalire al tipo di ordigno utilizzato. La falla nello scafo, confermata come frutto di un’esplosione, lascia pochi dubbi sulla natura dolosa dell’evento. La procura di Genova, dopo aver ricevuto gli atti dai colleghi savonesi, sta ora cercando di ricostruire le dinamiche dell’accaduto, con l’obiettivo di chiarire se si tratti di un atto isolato o di una minaccia più ampia.




