Scontri in Venezuela: Maduro affronta proteste e contestazioni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le tensioni in Venezuela sono esplose in seguito alla recente rielezione del presidente Nicolás Maduro. Le proteste si sono diffuse da nord a sud del paese, culminando in scontri violenti, arresti di massa e la distruzione di monumenti associati al regime bolivariano.

Proteste e repressione

Le proteste hanno portato a tre morti, centinaia di feriti e oltre 700 arresti in tutto il Venezuela. In un episodio simbolico di sfida, la testa della statua del predecessore di Maduro, il presidente Chavez, è stata abbattuta e legata alla ruota di una moto che sfrecciava per Falcon.

Maduro, proclamato presidente per il periodo 2025-2031 presso la sede del Consiglio nazionale elettorale (Cne), si trova ora di fronte all'ardua sfida di convincere la parte del mondo che non lo ama di aver vinto legittimamente le presidenziali di domenica.

Il sistema elettorale venezuelano

Nonostante il sistema elettorale venezuelano sia considerato tra i più affidabili al mondo, sottoposto a ben 16 verifiche prima, durante e dopo il voto alla presenza di rappresentanti di tutti i partiti e di osservatori nazionali e internazionali, le elezioni sono state fortemente contestate.

Maduro risponde alle proteste

In risposta alle proteste, Maduro ha promesso una risposta dura. "Questa volta non ci sarà alcun tipo di debolezza", ha avvertito, "questa volta in Venezuela si rispetterà la Costituzione, si rispetterà la legge e non si imporrà né l'odio, né il fascismo, né la menzogna, né la manipolazione".

L'opposizione non si arrende

Nonostante la repressione, la leader dell'opposizione in Venezuela, Corina Machado, ha promesso di continuare la lotta. "La mobilitazione prosegue. Continueremo a esercitare il diritto alla protesta pacifica e difenderemo la verità fino alla fine", ha dichiarato Machado, rivolgendosi a migliaia di manifestanti convocati di fronte alla sede Onu nel centro di Caracas.

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