Rielezione di Maduro scatena proteste in Venezuela
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Redazione Esteri
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Nicolas Maduro è stato rieletto presidente della Repubblica bolivariana di Venezuela. Il direttore del Consiglio Nazionale Elettorale venezuelano ha annunciato la vittoria di Maduro con il 51,2% dei voti, superando il candidato Edmundo Gonzalez che si è fermato al 44,2%. Questo annuncio ha scatenato una serie di proteste in tutto il paese.
Proteste in tutto il paese
Dopo l'annuncio della vittoria di Maduro, i manifestanti sono scesi in piazza in tutto il Paese, da Zulia a Bolivar, passando per Caracas, Valencia, Miranda, Aragua e La Guaira. Due persone sono morte e 46 sono state arrestate. Cinque statue di Hugo Chávez, predecessore socialista di Maduro, sono state abbattute e giganteschi cartelloni elettorali sono stati bruciati. Punti nevralgici del Paese come l'aeroporto di Maiquetía sono stati occupati.
Scontri a Caracas
A Caracas, la capitale del paese, sono scoppiate manifestazioni spontanee di diverse migliaia di persone. Queste proteste sono state segnate da tafferugli con la polizia che ha risposto sparando gas lacrimogeni e proiettili di gomma. L'opposizione ha espresso scetticismo sul risultato delle elezioni e ha affermato di poter "dimostrare" la propria vittoria.
La comunità internazionale e la rielezione di Maduro
La rielezione di Maduro ha suscitato scetticismo anche nella comunità internazionale. Molti osservatori internazionali hanno espresso preoccupazione per la situazione in Venezuela, un paese che continua a seguire il cammino intrapreso con la rivoluzione socialista chavista, trent'anni dopo l'amnistia riconosciuta dall'allora presidente Caldera al colonnello dei paracadutisti Hugo Chavez.




