Sospeso per un anno ma niente arresti: il gip decide sul poliziotto che ferì il tifoso juventino
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Redazione Interno
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Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torino, Antonio Borretta, ha sciolto la riserva assunta in seguito all'interrogatorio preventivo dello scorso 3 luglio, emettendo un provvedimento che ha scelto una via mediana. Se da un lato ha accolto le istanze della Procura in ordine alla sussistenza di un grave quadro indiziario a carico dell'agente di polizia, dall'altro ha però rigettato la richiesta di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, che era stata avanzata nei giorni scorsi dal procuratore Giovanni Bombardieri.
La decisione, giunta al termine di una fase istruttoria particolarmente delicata, ha così sancito la sospensione dall'esercizio delle funzioni per un periodo di dodici mesi, ma ha evitato la detenzione domiciliare per l'indagato, in forza al quinto reparto mobile del capoluogo piemontese.
Il provvedimento del gip e il quadro indiziario
Nel motivare la propria decisione, il gip Borretta ha ritenuto "integrato un grave quadro indiziario" nei confronti dell'agente, che è accusato di aver sparato a altezza uomo il lacrimogeno che ha centrato in pieno la testa del tifoso juventino Marco Basoccu, un commercialista di 36 anni.
La dinamica del tragico episodio, occorso il 24 maggio scorso prima del derby tra Torino e Juventus, è al centro di un'indagine che ha portato a ipotizzare una responsabilità diretta del poliziotto, il quale, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe azionato il dispositivo di dissuasione senza seguire le procedure che impongono di mirare verso il basso per evitare lesioni a persone.
Il giudice, pur riconoscendo la sussistenza degli elementi indiziari, ha però valutato che le esigenze cautelari potessero essere soddisfatte con un provvedimento meno afflittivo rispetto alla custodia domiciliare, optando per la misura interdittiva della sospensione dal servizio.
La sospensione per dodici mesi e la mancata custodia cautelare
Il provvedimento comunicato dal Procuratore della Repubblica di Torino ha disposto quindi l'allontanamento temporaneo dall'attività lavorativa per l'agente, che resta indagato per le lesioni gravissime riportate da Basoccu. La sospensione per un anno, che rappresenta una misura cautelare personale a carattere interdittivo, è stata motivata dalla necessità di garantire che il poliziotto non possa reiterare condotte analoghe o influenzare il corso delle indagini, pur non ravvisando il giudice i presupposti per una restrizione della libertà personale.
La procura, che nei giorni scorsi aveva insistito per gli arresti domiciliari, dovrà ora valutare se impugnare l'ordinanza del gip, che ha respinto la misura più severa ritenendo sufficienti, almeno in questa fase, le cautele già adottate.
Le conseguenze per l'agente e lo sviluppo giudiziario
L'agente in servizio al reparto mobile, il cui nome non è stato reso noto, si trova dunque al centro di un procedimento penale che, fatte salve le successive valutazioni di merito, lo vede accusato di aver agito con una condotta pericolosa e in violazione dei protocolli operativi.
La decisione del gip Borretta ha evidenziato come il quadro indiziario sia tutt'altro che labile, tanto da giustificare l'adozione di una misura cautelare, ma ha al contempo ridimensionato le richieste dell'accusa, preferendo una soluzione che non compromettesse la posizione lavorativa dell'indagato se non per il tramite della sospensione.
Per Marco Basoccu, che continua a lottare con le gravi conseguenze del trauma cranico riportato, la vicenda giudiziaria rimane in una fase ancora interlocutoria, con l'attenzione degli inquirenti ora concentrata sulla ricostruzione esatta delle modalità di sparo e sulla verifica di eventuali concause che possano aver contribuito alla tragedia.




