La marina americana cambia passo: a Fincantieri la costruzione di quattro nuove navi da sbarco per i marines

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Naval Sea Systems Command, l’ente tecnico della Marina degli Stati Uniti, ha messo nero su bianco una strategia d’acquisizione che segna una discontinuità rispetto al passato, affidando a un modello di gestione inedito la realizzazione delle nuove Landing Ship Medium (LSM), le unità da sbarco di medie dimensioni destinate a potenziare la mobilità del dei Marines nell’oceano Pacifico. All’interno di questo nuovo corso, che introduce la figura del Vessel Construction Manager (VCM) – di fatto un general contractor privato che fungerà da interfaccia unica tra la committenza pubblica e i cantieri – si inserisce il ruolo di Fincantieri Marinette Marine, lo stabilimento del Wisconsin a cui è stato già indicato un ordine preciso: la costruzione di quattro delle nuove navi, la cui concezione progettuale porta però la firma della società olandese Damen Shipyards -2-4. La scelta, annunciata attraverso la richiesta di proposte formalizzata nei giorni scorsi, rappresenta una svolta non solo tecnologica ma soprattutto procedurale, puntando a comprimere i tempi di consegna e a blindare i costi attraverso l’adozione di un progetto già collaudato, il modello LST-100, e di un sistema di supervisione che riduce al minimo l’intermediazione burocratica -1-6.

Un general contractor per aggirare le secche della burocrazia

Il meccanismo studiato dal Pentagono, e che troverà applicazione concreta nell’assegnazione del contratto prevista per la metà del 2026, rovescia l’approccio tradizionale: non più commesse dirette e frammentate tra i diversi cantieri, ma un unico soggetto responsabile, il VCM, che siederà al tavolo con la Marina e avrà la facoltà di subappaltare i lavori, gestendo in autonomia le performance dei costruttori e le tempistiche di produzione -2-9. Questa figura, che avrà il controllo contrattuale diretto sui cantieri, dovrà orchestrare il lavoro parallelo di due stabilimenti: il già citato Fincantieri Marinette Marine, a cui viene riconosciuto un ruolo da protagonista con un pacchetto di quattro scafi, e Bollinger Shipyards, che opererà prevalentemente nelle fasi di approvvigionamento dei materiali a lungo termine e di ingegnerizzazione della nave capoclasse, forte di una commessa già ottenuta nel settembre del 2025 -1-4. Toccherà poi allo stesso VCM decidere la strategia migliore per assegnare le rimanenti tre unità previste dal contratto base, un primo lotto che getta le fondamenta per un programma ambizioso che mira a mettere in acqua una flotta complessiva di trentacinque navi -2-7.

Il progetto olandese che diventa americano

Il cuore pulsante di questa nuova classe, che prenderà il nome di McClung-class, batte con un ritmo europeo: il disegno vincitore è infatti quello del cantiere olandese Damen, il cui modello LST-100 è stato selezionato dopo una gara che, significativamente, era stata aperta esclusivamente a piattaforme già esistenti e operative, proprio per evitare i costi e i ritari dello sviluppo ex novo -3-5. Una scelta, quest’ultima, che testimonia la volontà della Marina di andare sul sicuro, adottando uno scafo la cui efficienza è già stata testata in scenari operativi e che, grazie alla sua modularità, potrà essere adattato alle esigenze specifiche del dei Marines senza stravolgerne l’architettura originaria. L’LST-100, con i suoi cento metri di lunghezza e la capacità di trasportare oltre duecento cinquanta tra soldati e mezzi, è pensato per colmare il vuoto esistente tra i mezzi da sbarco a corto raggio, che operano dalla linea dell’orizzonte, e le grandi unità anfibie d’altura, proiettando i reparti dei Marine Littoral Regiments – equipaggiati anche con missili antinave – in un arcipelago di isole e coste contese -3-5-8.

Il rilancio del Wisconsin dopo lo stop alle fregate

Per Fincantieri Marinette Marine, questa commessa arriva come un necessario cambio di rotta dopo le burrasche degli ultimi mesi. Lo stesso cantiere che era stato al centro del travagliato programma per le nuove fregate Constellation, un progetto segnato da ritardi consistenti che avevano portato la Marina, con una decisione presa a fine anno, a cancellare la costruzione di quattro delle unità previste, si trova ora a ricevere nuovo ossigeno proprio dalla volontà di velocizzare i processi -4-9. La costruzione di queste quattro navi da sbarco non solo garantisce continuità produttiva e occupazionale per lo stabilimento del Wisconsin, ma lo inserisce a pieno Titolo in una filiera industriale che la nuova amministrazione, con il presidente Trump alla Casa Bianca, intende potenziare per rispondere alla sfida strategica nell’Indo-Pacifico. L’approccio del VCM, già sperimentato con successo dall’Amministrazione Marittima statunitense per la realizzazione di navi multifunzione, rappresenta una scommessa precisa: trasferire logiche commerciali e di efficienza nel complesso mondo della costruzione navale militare, riducendo i rischi di sovraccarico gestionale e mettendo i cantieri nelle condizioni di lavorare in parallelo, come se fossero tessere di uno stesso mosaico produttivo -1-9.

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