Fincantieri, a Castellammare di Stabia nasce un polo per le navi da guerra
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Redazione Economia
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Il futuro industriale del cantiere navale di Castellammare di Stabia, il più antico del gruppo, è stato tracciato in modo netto dall'amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero. Nel corso di un incontro promosso dalla Presidenza del Consiglio, Folgiero ha annunciato una svolta epocale per lo stabilimento napoletano, che a partire dall'inizio del 2026 muterà radicalmente la sua vocazione produttiva. La fase in cui il sito era relegato alla costruzione di singole sezioni o componenti per essere poi assemblate altri è considerata conclusa. L'obiettivo, esplicitato senza ambiguità, è trasformare l'impianto stabiese in un polo specializzato nella realizzazione di unità navali militari complete, rispondendo così a una domanda interna e internazionale in crescita.
Il piano industriale e il modello Atlante
Il potenziamento necessario a sostenere questa nuova missione, che Folgiero ha definito strategica, è già inserito nel piano industriale in via di approvazione. L'azienda, il cui vertice ha ribadito la volontà di investire sul sito, si appresta dunque a destinare risorse per adeguare strutture e competenze. Un elemento che ha giocato un ruolo fondamentale nella decisione è il successo ottenuto dalla Nave Atlante, un'unità logistica costruita proprio a Castellammare e consegnata alla Marina Militare italiana. I tempi di realizzazione e la qualità riconosciuta di quel progetto, che ha suscitato apprezzamento anche da marine estere, vengono indicati come il modello da replicare e il fondamento su cui costruire la nuova reputazione del cantiere come hub per le commesse militari.
Una specializzazione per il mercato della difesa
La scelta di focalizzarsi esclusivamente sul segmento della difesa rappresenta una risposta precisa alle esigenze del mercato, in un momento storico in cui la domanda di capacità navali da parte degli stati è in aumento. Folgiero, nel sottolineare come l'azienda "ci sia sempre stata" a Castellammare, ha voluto trasmettere un messaggio di continuità ma anche di deciso rinnovamento. La specializzazione militare, del resto, non è una mera opzione tra le tante ma l'esito di una valutazione che considera il "grande potenziale" legato a tali forniture. Si tratta, in altre parole, di concentrare gli sforzi su un settore ad alto valore aggiunto e tecnologico, abbandonando le produzioni parziali per abbracciare l'intero ciclo di costruzione.
La tempistica e gli effetti attesi
La roadmap è stata delineata con una scadenza precisa: l'avvio operativo della nuova fase è fissato per i primi mesi del 2026. Questo lasso di tempo sarà cruciale per completare gli adeguamenti infrastrutturali e organizzativi necessari a sostenere commesse di tale portata. L'annuncio, per quanto atteso dopo alcuni accenni nei mesi scorsi, definisce ora un perimetro certo e trasforma una prospettiva in un programma concreto. La trasformazione dello stabilimento, che diverrà un tassello centrale nella filiera della difesa del gruppo, punta a consolidarne la posizione e a garantirne la sostenibilità nel lungo termine, agganciandosi a un portafoglio ordini che guarda ben oltre i confini nazionali.




