Fincantieri accelera sui droni: accordo con Defcomm per le navi autonome
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Redazione Economia
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La cantieristica di Stato, Fincantieri, già leader mondiale nella costruzione di navi ad alta complessità e con una solida esperienza nel campo dei droni subacquei, ha siglato un'intesa strategica con la startup italiana Defcomm, specializzata in soluzioni unmanned per il settore marittimo. Questo patto, che si inserisce in un panorama industriale in rapida evoluzione, mira a dare un impulso decisivo allo sviluppo di unità di superficie a guida autonoma, un comparto tecnologico sempre più cruciale. L'accordo, pertanto, non rappresenta una mera operazione finanziaria ma una scelta di campo precisa, volta a consolidare, attraverso l'acquisizione di competenze critiche e l'integrazione con realtà emergenti, la posizione di preminenza del gruppo in un mercato dove l'innovazione è traino indispensabile per la competitività.
Il Polo tecnologico della subacquea si rafforza
Questa collaborazione si configura come un tassello fondamentale per lo sviluppo del Polo Tecnologico della Subacquea di Fincantieri, la divisione che raccoglie e coordina tutte le attività del gruppo nell'ambito underwater, spaziando da applicazioni civili a quelle strettamente militari, senza tralasciare il vasto campo dual-use. Il Polo, che già vanta un portafoglio ordini di tutto rispetto con ricavi attestati su 660 milioni di euro e un margine operativo lordo di 115 milioni, è destinato a una crescita significativa. Nei piani industriali, infatti, si prevede che nel giro di un biennio possa raggiungere la soglia degli 820 milioni di ricavi, con un ebitda che toccherà i 152 milioni, numeri che testimoniano la fiducia riposta in questo segmento strategico.
Droni di superficie per la sicurezza marittima
L'alleanza con Defcomm proietta Fincantieri nel cuore di una delle questioni più attuali della geopolitica marittima: la protezione delle rotte commerciali. La crescente instabilità in teatri come il Mar Rosso e l'Oceano Indiano, dove episodi di pirateria e attacchi a navi mercantili mettono a rischio uomini e rifornimenti, ha reso evidente l'urgenza di soluzioni innovative. In questo scenario, l'impiego di droni marini autonomi per missioni di sorveglianza e per scortare i cargo rappresenta una frontiera concreta, una risposta tecnologica a minacce asimmetriche che richiedono sistemi d'azione sempre più avanzati e, al contempo, in grado di ridurre l'esposizione del personale umano.
Una strategia industriale a lungo termine
L'investimento in Defcomm, peraltro, non è un caso isolato ma rientra in una strategia più ampia e articolata, che il gruppo persegue con determinazione. La volontà di Fincantieri è infatti quella di "incamerare tecnologia", come si suol dire in gergo industriale, per potenziare le proprie capacità progettuali e produttive, specialmente nell'ambito delle soluzioni unmanned dual-use ad altissimo contenuto tecnologico. Si tratta di un approccio che privilegia la collaborazione con piccole e medie imprese ad alto potenziale innovativo, le quali, pur mantenendo la propria agilità e specializzazione, possono contare sulla forza e sulla struttura di un colosso globale per portare le proprie idee su scala industriale.




