Atalanta in crescita ma poco precisa, Bologna cinico: l’eliminazione amara in Coppa Italia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’Atalanta, dopo la finale della scorsa stagione, ha lasciato la Coppa Italia ai quarti, sconfitta da un Bologna che ha saputo giocare una partita alla pari, mostrandosi più fresco e determinato nei minuti decisivi. Al Gewiss Stadium, davanti a un pubblico tutto esaurito, i nerazzurri di Gasperini hanno accusato la mancanza di profondità di una rosa ridotta, privata in questa fase della stagione di elementi chiave. Una condizione che ha limitato la gestione delle forze, rendendo difficile mantenere il ritmo fino al novantesimo minuto.

Il Bologna, guidato da Thiago Motta, ha invece dimostrato una cinica efficacia, sfruttando al meglio le occasioni create. Il gol di Santi Castro, che ha deciso l’incontro, è arrivato in un momento in cui l’Atalanta sembrava aver perso quel mordente che l’aveva caratterizzata nei primi tempi. Castro, autore di una prestazione da peschereccio – per usare un’immagine colorita – ha colto l’attimo, approfittando di un errore difensivo che ha visto coinvolti sia Hien che Djimsiti. Prima di quel momento, Hien aveva giocato una partita solida, quasi come se avesse ritagliato l’immagine di Dallinga e l’avesse usata come sfondo del suo match. Ma il cambio di ritmo imposto da Castro ha ribaltato gli equilibri.

La squadra rossoblù, che ha raggiunto le semifinali di Coppa Italia per la prima volta dal 1999, ha saputo gestire meglio le fasi delicate del match. Con un 4-2-3-1 ben orchestrato, Motta ha schierato Pobega al fianco di Freuler in mediana, confermando Dallinga come punta centrale e supportandolo con Odgaard, Fabbian e Ndoye. Quest’ultimo, in particolare, ha messo in mostra una prestazione di livello, dimostrando di essere un’autentica spina nel fianco per la difesa avversaria. Non è un caso che Ndoye, con il suo dinamismo, abbia contribuito a creare quegli spazi che hanno permesso a Castro di diventare l’eroe della serata.

L’Atalanta, dal canto suo, ha mostrato segni di crescita ma anche una certa imprecisione nelle fasi finali. Nonostante il controllo del gioco in ampie fasi della partita, la mancanza di freddezza sotto porta ha pesato. Gasperini, che aveva già incrociato Motta in passato con esiti non sempre favorevoli, ha visto confermarsi un piccolo “incubo” tattico. La squadra bergamasca, pur dominando il possesso palla, non è riuscita a concretizzare, lasciando spazio a un Bologna che ha saputo attendere e colpire al momento giusto.

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