Gobao X1P, il test con cambio CVT: la prima impressione dopo la prova su sterrato

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nella bolgia di Eurobike, tra stand affollati e presentazioni che si susseguono a ritmo serrato, il consiglio arriva quasi per caso. Rob di Robridesemtb, incontrato nella Media Room, mi invita a raggiungere l’area demo esterna del marchio Gobao per mettere le mani sul loro nuovo gioiellino tecnologico. "Provala, Simone", mi dice con un sorriso che lascia intendere che ne valga la pena. E in effetti, davanti a una proposta che fonde un motore elettrico a un cambio a variazione continua integrato, la curiosità diventa presto un'esigenza professionale.

Poco dopo, con la luce che inizia a calare, salgo in sella alla Gobao X1P, pronto a tastare con mano cosa significhi pedalare senza più il classico rapporto scalare, affidandosi a una logica di trasmissione completamente nuova per il segmento delle e-mountain bike.

La scheda tecnica della Gobao X1P: potenza e coppia da primo della classe

Prima di raccontare le sensazioni di guida, vale la pena inquadrare il soggetto del test, perché la Gobao X1P non è certo una bici qualunque. Il sistema drive unit sviluppato dal colosso cinese, che nell'indotto automotive produce oltre 23 milioni di centraline all'anno, si presenta come una piattaforma completa che va ben oltre il semplice motore.

La X1P, in particolare, eroga una potenza di picco di 800 watt e una coppia massima di 100 Nm, numeri che la piazzano direttamente nel gotha delle e-MTB più performanti sul mercato, al fianco di sistemi già affermati come il Pinion MGU o il DJI Avinox. Ciò che rende tuttavia unico il progetto Gobao non è tanto la potenza bruta, quanto l'architettura meccanica che ospita al suo interno la trasmissione eCVT, un cambio a variazione continua che sostituisce di fatto la tradizionale cassetta di pignoni e il deragliatore posteriore.

Le modalità di guida e l'assistenza personalizzabile

Durante il breve briefing pre-partenza, il tecnico Gobao mi illustra le opzioni disponibili: da un lato le modalità di cambiata, che possono essere impostate su un funzionamento completamente automatico oppure su uno schema manuale gestito tramite pulsanti al manubrio; dall'altro le classiche modalità di assistenza alla pedalata, che regolano l'erogazione del motore in base allo sforzo richiesto.

L'idea alla base della trasmissione continua è quella di mantenere il motore sempre nel suo regime di coppia ottimale, variando il rapporto di trasmissione in modo fluido e senza scatti, una filosofia che promette di rivoluzionare l'esperienza di guida sui sentieri più tecnici. La bici è equipaggiata con un display chiaro e reattivo, che permette di navigare tra le impostazioni con pochi tocchi, e la connettività con l'app dedicata apre scenari interessanti per la messa a punto fine della risposta del sistema.

Prime sensazioni di guida e il comportamento del CVT su sterrato

Il percorso demo, seppur breve e non estremamente tecnico, offre comunque lo spunto per valutare il comportamento del cambio CVT in situazioni di carico variabile. La prima cosa che colpisce, salendo in sella, è l'assenza totale del rumore meccanico tipico del cambio che scala le marce: il rapporto varia in modo quasi impercettibile, con un fruscio continuo che ricorda più il funzionamento di uno scooter che quello di una mountain bike.

In salita, su un fondo sterrato compatto, il sistema automatico si dimostra reattivo e cerca di mantenere una cadenza di pedalata costante, adattando il rapporto senza che il ciclista debba pensare alla gestione delle marce. La coppia del motore, spinta da quegli 800 watt di picco, si fa sentire soprattutto nei tratti in cui si richiede uno scatto improvviso, e la trasmissione continua asseconda l'erogazione senza quei momenti di vuoto che talvolta si avvertono con i cambi tradizionali.

In discesa, invece, la gestione del freno motore e della risposta del cambio in rilascio merita un approfondimento che il test breve non ha permesso di sviluppare appieno. La sensazione è quella di una bici che tende a "scorrere" in modo lineare, quasi vellutato, ma la mancanza di un feedback tattile ben definito dal cambio potrebbe disorientare i puristi abituati a percepire ogni singolo scatto del deragliatore.

Gobao ha previsto una modalità manuale che restituisce parte del controllo al pilota, consentendo di variare il rapporto tramite due tasti posti sul lato sinistro del manubrio, una soluzione che potrebbe accontentare chi non vuole affidarsi completamente all'algoritmo. Resta da verificare, con un test più lungo e su percorsi più vari, l'affidabilità del sistema eCVT in condizioni di stress prolungato, magari con fango e polvere fine che potrebbero mettere a dura prova i meccanismi interni del motore.

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