Youssef, il ragazzo di 17 anni travolto dal treno nel Trapanese: la dinamica e chi era la vittima
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Una mattina di lavoro nei campi si è trasformata in una tragedia sui binari della ferrovia che collega Trapani a Castelvetrano, dove Youssef Salah, un diciassettenne di origini tunisine residente a Campobello di Mazara, ha perso la vita dopo essere stato investito da un convoglio ferroviario. L'incidente, avvenuto nella giornata di venerdì 20 febbraio nella contrada San Nicola, ha immediatamente richiesto l'intervento degli agenti della Polizia Ferroviaria e dei sanitari del 118, i quali non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del giovane, avvenuto sul colpo a causa della violenza dell'impatto. Le prime ricostruzioni fornite dalle forze dell'ordine indicano che il ragazzo, intento a ripulire un terreno agricolo adiacente alla linea ferrata dai rami derivanti dalla potatura degli ulivi, si trovava pericolosamente vicino alle rotaie e indossava delle cuffie auricolari, verosimilmente collegate a un telefono cellulare per ascoltare della musica; questo particolare, stando a quanto ipotizzato dagli investigatori, potrebbe averlo isolato acusticamente dall'ambiente circostante, impedendogli di udire il fischio del treno in avvicinamento o il rumore caratteristico del convoglio sulle rotaie. Il macchinista, secondo quanto appreso, avrebbe azionato più volte i segnali acustici di avvertimento e tentato una frenata d'emergenza, ma la distanza ormai troppo ridotta non ha consentito di evitare l'impatto che è risultato fatale per il giovane lavoratore.
La vittima, la sua storia e i primi accertamenti della Procura
La Procura di Marsala, guidata dal procuratore Fernando Asaro, ha aperto un fascicolo per fare piena luce sulla dinamica dell'incidente e ha disposto l'esecuzione di un'autopsia sul del diciassettenne, attualmente deposto presso l'obitorio del cimitero di Mazara del Vallo in attesa del nullaosta per la sepoltura o per il rimpatrio della salma in Tunisia. Youssef, questo il nome completo della vittima, era in Sicilia da qualche tempo per ricongiungersi con il padre Adel, residente da anni a Campobello di Mazara, e per imparare la lingua italiana, tanto che, come riferito dal fratello maggiore Mohamed Salah, giunto da Milano non appena appresa la notizia, da soli due giorni aveva iniziato a frequentare le lezioni in un istituto di Castelvetrano. La madre e le quattro sorelle del ragazzo risiedono invece nella provincia di Mahdia, in Tunisia, dove la salma dovrebbe fare ritorno nei prossimi giorni grazie all'assistenza del consolato tunisino a Palermo. Sul luogo della tragedia, oltre agli agenti della Polfer e ai carabinieri, sono sopraggiunti anche i genitori del ragazzo, con la madre che, alla vista di quanto accaduto, è stata colta da un malore.
Le contraddizioni sull'uso delle cuffie e le testimonianze dei familiari
Un elemento centrale nelle indagini, ma anche fonte di alcune discordanze nelle ricostruzioni giornalistiche, riguarda proprio l'utilizzo delle cuffie da parte del giovane al momento dell'investimento. Se inizialmente, in alcune prime notizie diffuse, si era parlato con certezza di questo dettaglio come causa della distrazione fatale, successivamente sono emerse voci contrastanti, con alcuni familiari che hanno smentito che Youssef stesse ascoltando la musica, mentre altre fonti, tra cui alcuni parenti, hanno invece confermato la presenza degli auricolari, un aspetto che gli inquirenti stanno comunque verificando con attenzione -1-2. Quello che appare certo, al netto delle verifiche in corso, è che il diciassettenne non si sia accorto dell'arrivo del treno, un convoglio passeggeri in direzione Castelvetrano, e che non si sia trattato di un gesto volontario, escludendo così l'ipotesi del suicido inizialmente presa in considerazione. La comunità tunisina di Campobello di Mazara, nel frattempo, ha voluto ricordare Youssef durante la preghiera serale che segna l'inizio del Ramadan, un momento di raccoglimento e cordoglio per un ragazzo descritto da chi lo conosceva come un gran lavoratore, desideroso di integrarsi e di costruirsi un futuro in Italia -1-4.
Le conseguenze sulla circolazione ferroviaria e i precedenti analoghi
L'investimento ha causato significative ripercussioni sulla circolazione dei treni lungo la tratta Trapani-Castelvetrano, che è rimasta interrotta per diverse ore per consentire l'intervento delle autorità, i rilievi tecnici e la successiva rimozione del convoglio, con i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana che hanno lavorato per ripristinare la normalità del servizio, tornato regolare soltanto nel tardo pomeriggio. La vicenda del giovane Youssef riporta purtroppo alla memoria altri incidenti analoghi accaduti in passato, nei quali l'uso di cuffie e dispositivi audio in prossimità dei binari ha giocato un ruolo determinante nell'isolamento sensoriale delle vittime, impedendo loro di percepire i segnali di pericolo. Solo nel maggio dello scorso anno, come ricordano alcune cronache, una ragazza di soli quattordici anni perse la vita a Cesano Maderno, nel Milanese, investita da un treno mentre attraversava con le cuffie un passaggio a livello con le barriere abbassate, un tragico parallelo che evidenzia i rischi connessi alla distrazione tecnologica in contesti ad alto pericolo come le linee ferroviarie -6. Le indagini della Polfer proseguono per accertare ogni dettaglio di questa ennesima, straziante pagina di cronaca nera siciliana.




