Tragedia sui binari nel Trapanese, non sente l'arrivo del treno mentre lavora con le cuffie: 17enne muore travolto dal convoglio
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Redazione Interno
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La linea ferrata che da Trapani scende verso Castelvetrano, un nastro d’asfalto e rotaie che taglia in due la campagna dell’estremo occidente siciliano, è stata teatro venerdì di un dramma che non concede scampo. Poco dopo mezzogiorno, all’altezza della contrada San Nicola, un ragazzo di soli diciassette anni, di origini tunisine ma residente a Campobello di Mazara, è stato falciato da un convoglio regionale mentre stava ripulendo un terreno adiacente ai binari dai rami della potatura -3-4. L’urto, secondo quanto ricostruito dagli agenti della Polfer giunti sul posto insieme ai carabinieri e ai sanitari del 118, non gli ha lasciato scampo: il decesso è stato istantaneo -1.
Stando alle prime risultanze degli investigatori, il giovane indossava un paio di cuffie auricolari, probabilmente collegate a un telefono per ascoltare musica, e quel suono, forse troppo alto, lo avrebbe isolato dal mondo esterno -2. Non avrebbe così udito il rombo del treno in avvicinamento, né, particolare che aggiunge strazio alla cronaca, i ripetuti fischi di allarme lanciati dal macchinista. Il conducente del convoglio, come emerso dai primi accertamenti, si è accorto della presenza del ragazzo sui binari quando ormai ogni tentativo di frenata d’emergenza era vano, e ha potuto solo assistere impotente all’impatto -7-8.
Il tratto ferroviario, in direzione Castelvetrano, è rimasto naturalmente bloccato per ore, mentre i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana intervenivano per mettere in sicurezza l’area e consentire la rimozione del, e la circolazione è ripresa solo nel tardo pomeriggio con inevitabili ripercussioni sul traffico locale -1-10. Sul posto, dove la notizia si è sparsa con la rapidità del vento di scirocco, sono accorsi i genitori del ragazzo, e la madre, alla vista di quel che restava del figlio, è stata colta da un malore -5-8.
Il lavoro della procura e gli accertamenti sulla dinamica
La Procura di Marsala, diretta da Fernando Asaro, ha aperto un fascicolo per fare piena luce sull’accaduto e ha disposto l’autopsia sul della vittima, un atto ormai quasi dovuto in casi del genere per fugare ogni possibile zona d’ombra -5-7. Le indagini, condotte dalla Polizia Ferroviaria di Marsala con il supporto dei colleghi trapanesi, si concentrano sulla ricostruzione minuziosa degli istanti precedenti la tragedia, sentendo eventuali testimoni e verificando la posizione esatta del giovane rispetto al binario. Al vaglio anche la natura del lavoro che il diciassettenne stava svolgendo, per capire se si trovasse lì per ragioni di lavoro agricolo o per altre mansioni, in un tratto di campagna privo di barriere o recinzioni che potessero separare l’appezzamento di terreno dalla ferrovia -5-8.
Un incidente che solleva interrogativi sulla sicurezza
La dinamica, per quanto ancora al vaglio degli inquirenti, appare tragicamente lineare: un ragazzo, forse concentrato sulle sue mansioni e isolato acusticamente dalle cuffie, che invade la sede ferroviaria senza percepire il pericolo incombente. Il macchinista, che ha azionato i segnali acustici e tentato una frenata d'emergenza, non ha potuto evitare l'impatto -7. La linea, percorsa da convogli regionali, non presenta in quel punto particolare criticità strutturali, ma la presenza di terreni agricoli che costeggiano i binari rende purtroppo non infrequente il passaggio di persone a piedi, con i rischi che ne conseguono -10. Gli inquirenti dovranno ora accertare se vi fossero segnali di pericolo o se il punto fosse considerato a rischio attraversamento.




