Tragedia sui binari nel Trapanese, un ragazzo di 17 anni muore travolto dal treno mentre ascolta la musica con le cuffie

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La linea ferroviaria che da Trapani scende verso Castelvetrano, attraversando le campagne punteggiate da uliveti e vigneti che caratterizzano l'entroterra mazarese, è stata ieri teatro di una tragedia che ha spezzato una vita appena diciassettenne. Un ragazzo di origini tunisine, Youssef Salah questo il suo nome, è morto dopo essere stato investito da un convoglio in transito, e secondo una prima ricostruzione degli agenti della Polfer, intervenuti sul posto insieme ai carabinieri e al personale del 118, il giovane non avrebbe percepito in tempo l'arrivo del treno a causa delle cuffie con cui stava ascoltando la musica, probabilmente a volume elevato -2 -4. La dinamica esatta dell'incidente, avvenuto in contrada San Nicola, nel territorio di Campobello di Mazara dove il minorenne risiedeva con il padre, è al vaglio degli investigatori che devono ancora verificare ogni singolo elemento, compreso l'effettivo utilizzo degli auricolari, un dettaglio emerso nelle prime ore ma che non ha trovato conferme ufficiali negli ambienti giudiziari -1.

La vittima, che si trovava in Sicilia per ricongiungersi con i familiari e imparare la lingua italiana, frequentava da appena due giorni un istituto di Castelvetrano per seguire le lezioni, un percorso di integrazione che si è interrotto brutalmente in una frazione di secondo -1. Secondo il racconto dei parenti, il ragazzo quella mattina non sarebbe nemmeno dovuto uscire per recarsi nei campi, dove stava aiutando un agricoltore locale a raccogliere i rami d'ulivo derivanti dalla potatura, ma avrebbe deciso di accompagnarlo comunque, forse per senso del dovere o per spirito di iniziativa, avvicinandosi pericolosamente alla sede ferroviaria senza probabilmente rendersi conto del pericolo imminente -1 -5. Il macchinista del treno, diretto verso Castelvetrano, avrebbe azionato più volte la sirena nel tentativo di allertare il giovane e, una volta visto che questi non accennava a spostarsi, avrebbe innestato i freni per una manovra d'emergenza, ma la distanza ormai troppo ridotta non ha permesso di evitare l'impatto, che è stato violentissimo e purtroppo fatale -3 -9.

La salma del diciassettenne è stata trasportata all'obitorio del cimitero di Mazara del Vallo, a disposizione dell'autorità giudiziaria che, attraverso il procuratore di Marsala Fernando Asaro, ha aperto un fascicolo per chiarire la precisa sequenza degli eventi e ha disposto l'esame autoptico, un atto dovuto per escludere con certezza ogni ipotesi diversa da quella dell'incidente -2 -3. Nel frattempo, la comunità di Campobello di Mazara, e in particolare il gruppo di cittadini tunisini che condividevano con Youssef momenti di preghiera e di vita quotidiana, lo ha ricordato con commozione durante il rito serale per il Ramadan, un pensiero collettivo rivolto a un ragazzo che, come ha raccontato chi lo conosceva, era considerato un gran lavoratore, desideroso di costruirsi un futuro e di trovare condizioni migliori lontano dal suo paese d'origine, dove sono rimaste la madre e le sorelle -1 -5. Il fratello maggiore, che vive a Milano, è giunto in provincia di Trapani poche ore dopo la notizia, e sarà lui a occuparsi delle procedure per il rimpatrio della salma in Tunisia, un adempimento burocratico che verrà gestito con l'assistenza del consolato tunisino a Palermo -1 -5.

I rilievi della Polfer e l'ipotesi della distrazione fatale

Gli agenti della Polizia Ferroviaria, competenti per territorio, hanno lavorato a lungo per effettuare i rilievi del caso e per ascoltare i primi testimoni, cercando di ricostruire con esattezza i minuti precedenti l'investimento. L'ipotesi che al momento appare più accreditata, e che gli inquirenti stanno verificando con la massima attenzione, è quella di una tragica fatalità legata a una distrazione, dovuta appunto all'isolamento acustico provocato dalle cuffiette, un elemento che avrebbe impedito al ragazzo di udire sia il rumore del treno in avvicinamento sulle rotaie sia i segnali di allarme azionati dal personale di macchina -2 -7. Non ci sono barriere fisiche che delimitano la linea ferroviaria in quel tratto di campagna, un fattore che, unito alla consuetudine di muoversi vicino ai binari per motivi di lavoro agricolo, può aver contribuito a creare le condizioni per una sciagura che poteva forse essere evitata. La Procura di Marsala, dopo aver aperto il fascicolo, non ha ancora formalizzato ipotesi di reato né individuato responsabilità specifiche, in attesa che le indagini della Polfer chiariscano ogni aspetto, compreso se il giovane si trovasse effettivamente sui binari o semplicemente a bordo sede nel momento in cui è stato falciato dal convoglio -2 -3. La circolazione ferroviaria sulla tratta, inevitabilmente, ha subito pesanti ripercussioni: i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana sono intervenuti per rimuovere il convoglio e mettere in sicurezza la linea, che è rimasta interrotta per diverse ore, causando ritardi e soppressioni, prima di tornare gradualmente alla normalità nel tardo pomeriggio -2 -4.

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