Intesa Sanpaolo, via libera Ivass all'Opas su Mps: il mercato promuove l'operazione

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Piazza Affari continua a guardare con attenzione al riassetto del settore bancario italiano. Nella seduta di ieri gli acquisti si sono concentrati sui titoli coinvolti nell'Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Banca Monte dei Paschi di Siena, dopo il via libera arrivato dall'Ivass. L'autorità di vigilanza sulle assicurazioni ha dato il proprio nullaosta all'acquisizione delle partecipazioni indirette detenute da Mps in Generali e nelle joint venture bancassicurative.

Per gli analisti di Equita, si tratta di un passaggio «arrivato in anticipo rispetto alle attese e senza prescrizioni», che costituisce «uno dei nullaosta preventivi necessari al perfezionamento dell'operazione».

Il nodo della quota in Generali e il calendario autorizzativo

Il semaforo verde dell'Ivass riguarda in particolare l'acquisizione della quota del 13,3% che Mediobanca detiene in Generali, passaggio che segue la valutazione dell'Antitrust secondo cui Intesa Sanpaolo non sarebbe in grado di esercitare il controllo di fatto sulla compagnia assicurativa. Restano tuttavia da ottenere le autorizzazioni di Bce, Bankitalia, Antitrust, Consob e governo, quest'ultimo chiamato a esprimersi attraverso il Golden Power.

Sul fronte della concorrenza, l'Agcm ha avviato un'istruttoria lo scorso 14 settembre per verificare gli effetti della concentrazione nei mercati bancari e assicurativi.

Il piano occupazionale nella partita Mps-Banco Bpm

Nel quadro delle comunicazioni inviate alla Consob, emergono dettagli sul piano industriale che Mps ha predisposto in vista della prospettata fusione con Banco Bpm. Siena prevede fino a 5.000 uscite volontarie di dipendenti, principalmente nelle strutture centrali e di coordinamento commerciale, con un risparmio stimato di circa 400 milioni di euro sul personale. A queste dovrebbero accompagnarsi indicativamente 2.500 nuove assunzioni, con un rapporto di una nuova entrata ogni due uscite.

Le Ops difensive e l'andamento dei titoli

Sul mercato resta aperto il dossier delle due Ops che Mps ha lanciato su Banco Bpm e Banca Generali come alternativa all'offerta di Intesa Sanpaolo. Alla chiusura di mercoledì, al netto dell'effetto dell'Opas di Ca' de Sass, lo sconto delle due offerte era pari al 2% per l'istituto di Piazza Meda e al 10,9% per Banca Generali. Dall'annuncio delle operazioni, avvenuto lo scorso 20 agosto, i due titoli hanno registrato un andamento negativo, con una flessione rispettivamente del 4,5% e del 3,3%, a fronte di un rialzo dell'1,6% dell'indice Euro Stoxx banche.

Il quadro societario e le prossime scadenze

La partita si intreccia con il calendario delle assemblee. Il consiglio di amministrazione di Mps dovrebbe riunirsi la prossima settimana per convocare formalmente l'assemblea straordinaria del 29 ottobre, chiamata a esprimersi sulle due operazioni. In caso di successo dell'Opas di Intesa Sanpaolo, il piano prevede la cessione a Unipol di un perimetro composto da 635 filiali e gran parte delle strutture centrali di Mps, che confluirebbero in una nuova banca.

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