Netflix si ritira dalla corsa per Warner Bros., Paramount vince la partita con un'offerta da 111 miliardi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Si è conclusa con un colpo di scena che pochi si aspettavano, e invece è successo, la lunga e dispendiosa gara per accaparrarsi i prestigiosi asset cinematografici e televisivi di Warner Bros. Discovery. Netflix, che sembrava avere la partita in pugno sin da dicembre quando aveva raggiunto un accordo preliminare del valore di 82,7 miliardi di dollari, ha gettato la spugna, annunciando ufficialmente che non avrebbe migliorato la propria proposta. A far pendere definitivamente l'ago della bilancia è stata l'offerta migliorativa presentata da Paramount Skydance, sostenuta da una potenza di fuoco finanziaria fuori dal comune, che ha convinto il board di Warner Bros. a dichiararla pubblicamente come "proposta superiore" rispetto a quella del colosso dello streaming. L'offerta in questione, interamente in contanti, prevede un corrispettivo di 31 dollari per azione, un dollaro in più rispetto alla versione precedente e ben 3,25 dollari in più rispetto ai 27,75 offerti da Netflix, per una valutazione complessiva che sfiora i 111 miliardi di dollari -1-3-5.

La reazione di Netflix, guidata dai co-ceo Ted Sarandos e Greg Peters, non si è fatta attendere ed è arrivata nel giro di poche ore, anzi, forse sarebbe più corretto dire di pochi minuti, dalla comunicazione di Warner Bros. che concedeva alla piattaforma quattro giorni lavorativi di tempo per pareggiare o superare l'offerta rivale. In una nota ufficiale, l'azienda ha motivato la propria rinuncia con la proverbiale disciplina finanziaria che da sempre contraddistingue le sue strategie di crescita: "L'operazione che avevamo negoziato – si legge nella dichiarazione congiunta di Sarandos e Peters – avrebbe creato valore per gli azionisti, ma noi siamo sempre stati disciplinati e, al prezzo richiesto per eguagliare l'ultima offerta di Paramount Skydance, l'affare non è più finanziariamente attraente" -1-5-9. Una scelta netta, insomma, che ha spiazzato gli analisti ma che è stata premiata dal mercato, visto che il Titolo Netflix ha registrato un rialzo superiore al dieci per cento nelle contrattazioni after-hour -4-10.

Dietro la poderosa controffensiva di Paramount, che ha letteralmente scardinato l'accordo quasi siglato con Netflix, c'è il zampino, o forse sarebbe meglio dire la mano pesante, di Larry Ellison, il fondatore di Oracle e padre di David Ellison, ceo di Paramount Skydance. La famiglia Ellison, legata da rapporti personali e di sostegno politico al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha messo sul piatto risorse straordinarie per strappare Warner Bros. alla concorrenza -2-6. L'Ellison Trust, come riportato da fonti vicine alla trattativa, ha incrementato l'impegno in equity fino a 45,7 miliardi di dollari, garantendo inoltre liquidità aggiuntiva per soddisfare i requisiti di solvibilità bancaria -2-5. A questo si aggiunge un imponente pacchetto di finanziamento in debt da 57,5 miliardi di dollari, fornito da un pool di banche guidato da Bank of America Merrill Lynch, Citi e Apollo Global Management, a riprova della solidità dell'operazione -5-10.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.