La sorella di Andrea Prospero: “Ci ha lasciato un vuoto”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   LANCIANO. «Il vuoto che ha lasciato Andrea è incolmabile». Con queste parole, Anna, sorella gemella di Andrea Prospero, ha rotto il silenzio al termine di una conferenza stampa tenutasi in questura a Perugia, dove era presente accompagnata dagli avvocati di famiglia, Carlo Pacelli e Francesco Mangano. Una dichiarazione breve ma carica di significato, che racchiude il dolore di una famiglia ancora scossa dalla tragica scomparsa del giovane, trovato senza vita lo scorso 29 gennaio in un appartamento nel centro storico di Perugia.

Le indagini, che proseguono senza sosta, hanno portato all’arresto di un 18enne residente a Roma, accusato di istigazione al suicidio. Il giovane, ora ai domiciliari, avrebbe spinto Andrea a compiere il gesto estremo attraverso una chat Telegram definita «particolarmente drammatica» dagli inquirenti. I messaggi scambiati tra i due, che non si erano mai incontrati di persona, rivelano un dialogo inquietante, in cui il disagio esistenziale di Andrea – legato alle difficoltà universitarie e alla gestione di una vita che sentiva di non poter controllare – è stato sfruttato in modo cinico e quasi scherzoso dall’altro ragazzo.

Andrea, che aveva confessato il suo malessere solo a quel coetaneo, sembrava cercare un confronto, ma ha trovato invece una spirale di consigli distruttivi. «Stiamo parlando con un morto», ha commentato amaramente qualcuno, sottolineando la tragicità di una conversazione che ha portato a un epilogo irreparabile.

Oltre all’arresto del 18enne, un’altra persona è sotto indagine per la cessione di un medicinale oppiaceo, elemento che aggiunge ulteriori tasselli a un quadro già complesso. Michele Prospero, il padre di Andrea, ha espresso dubbi sulla natura volontaria del gesto del figlio, avanzando l’ipotesi di un omicidio. «Andiamo avanti, lasciamo la Procura lavorare tranquillamente», ha dichiarato, mostrando fiducia nelle istituzioni ma anche una profonda sofferenza per una verità che fatica ad emergere.

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