Il gelo tra Motta e lo spogliatoio Juve: i retroscena di una rottura annunciata
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Redazione Sport
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La stagione della Juventus, già segnata da alti e bassi, si è trasformata in un vero e proprio incubo per Thiago Motta, il cui rapporto con lo spogliatoio è ormai ai minimi storici. Quello che sembrava un semplice malinteso iniziale si è progressivamente trasformato in una frattura insanabile, alimentata da una serie di episodi che hanno minato la fiducia reciproca tra l’allenatore e i suoi giocatori.
Tutto ha avuto inizio a novembre, quando Dusan Vlahovic, durante una pausa con la Nazionale serba, ha lasciato trapelare un malcontento che non è passato inosservato. “Qui ho meno compiti difensivi”, ha dichiarato il centravanti, sottintendendo una certa insofferenza verso le richieste tattiche di Motta. Al rientro a Torino, l’allenatore ha chiesto spiegazioni al giocatore, ma, non avendo alternative valide nel ruolo, ha continuato a schierarlo. Un equilibrio precario, che ha iniziato a vacillare definitivamente durante la Supercoppa disputata in Arabia.
In quell’occasione, Motta ha ripreso pubblicamente Vlahovic, come del resto è sua abitudine fare con tutti i giocatori, chiedendogli un atteggiamento diverso in campo. La reazione del serbo, però, non è stata delle migliori, e da lì il rapporto tra i due si è progressivamente deteriorato. Vlahovic ha iniziato a perdere spazio, non solo per l’arrivo di Kolo Muani, ma anche per una crescente distanza emotiva e tattica con il tecnico.
La situazione, però, non si limita al solo Vlahovic. Sono almeno nove gli episodi che hanno contribuito a incrinare il rapporto tra Motta e lo spogliatoio, creando un clima di tensione che ha finito per riflettersi anche sui risultati. Nonostante la dirigenza abbia cercato di mediare, organizzando incontri tra l’allenatore, il direttore sportivo Cristiano Giuntoli e l’amministratore delegato Maurizio Scanavino, il gelo sembra ormai irreversibile.
Intanto, a Torino, la Juventus cerca di andare avanti come se nulla fosse. Con ancora nove partite da disputare e il quarto posto tutto da conquistare, il club non può permettersi distrazioni. Ieri, il gruppo si è allenato senza particolari scossoni, ma è chiaro che il clima non è dei più sereni. Motta, almeno per il momento, rimane al suo posto, ma la sua posizione è sempre più precaria.
Quello che emerge è un quadro complesso, in cui il tecnico, pur cercando di imporre il suo metodo, non è riuscito a conquistare la fiducia dei suoi uomini. Un feeling che, in realtà, non sembra essere mai decollato, e che ora rischia di compromettere non solo la stagione, ma anche il futuro della squadra. Senza contare che, al di là dei risultati, è proprio il rapporto con i giocatori a rappresentare il nodo più spinoso della questione.




