Roma, al via i lavori del termovalorizzatore di Santa Palomba tra numeri, progetti e proteste
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Redazione Interno
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È cominciato ufficialmente il cantiere per la realizzazione del termovalorizzatore di Santa Palomba, un’infrastruttura che il Campidoglio considera decisiva per voltare pagina rispetto a decenni di emergenze rifiuti. La posa della prima pietra, avvenuta nell’area industriale a sud-est della Capitale, ha visto protagonisti il sindaco Roberto Gualtieri e l’amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo, i quali hanno dato il via a un progetto da circa un miliardo di euro. L’impianto, una volta completato, sarà in grado di trattare fino a seicentomila tonnellate di rifiuti all’anno: una capacità che, secondo gli attuali piani, dovrebbe consentire di azzerare quasi totalmente il ricorso a discariche esterne e impianti collocati fuori regione, persino all’estero.
Un’opera da 600mila tonnellate annue e un piano viabilità da 31 milioni
I numeri messi sul tavolo dalla giunta capitolina parlano di un termovalorizzatore che verrà presentato come il più moderno d’Europa, dotato – stando alle dichiarazioni rilasciate durante la cerimonia – di tecnologie di abbattimento delle emissioni all’avanguardia. Accanto all’opera principale, è stato predisposto un piano di investimenti da trentuno milioni di euro destinati specificamente alla viabilità e al trasporto dei rifiuti su ferro. Quest’ultimo aspetto, non secondario per chi abita nei dintorni, prevede il potenziamento del nodo logistico di Santa Palomba con un sistema che dovrebbe spostare gran parte del traffico pesante dalle gomme alle rotaie, limitando così l’impatto dei camion sulle strade locali.
Gualtieri parla di “giornata storica” mentre il cantiere si scontra con i comitati
“Quella di oggi è una giornata storica”, ha commentato Gualtieri, visibilmente soddisfatto nel presenziare all’avvio dei lavori. Una frase, la sua, che già in passato aveva accompagnato l’annuncio del progetto e che ora torna a scandire il passaggio dalla carta alla realtà del cantiere. Tuttavia, non mancano le voci contrarie, alcune delle quali organizzate in comitati locali che da mesi chiedono un ripensamento. I residenti di Santa Palomba e dei comuni limitrofi, come Pomezia e Aprilia, temono ripercussioni sulla qualità dell’aria e sul tessuto produttivo dell’area, già segnata dalla presenza di altri insediamenti industriali. Le loro proteste si sono fatte sentire anche nei giorni precedenti la posa della prima pietra, con volantinaggi e assembramenti davanti all’area del cantiere.
Cronaca nera e sviluppi giudiziari: le inchieste sul ciclo dei rifiuti nella Capitale
Sullo sfondo del cantiere resta un capitolo delicato, quello delle indagini giudiziarie che negli ultimi anni hanno svelato presunte infiltrazioni nella gestione dei rifiuti romani. Inchieste della procura hanno portato a misure cautelari e sequestri, con l’ipotesi di reati ambientali e di associazione a delinquere legati al malaffare degli smaltimenti illeciti. Il nuovo termovalorizzatore, in questo senso, viene presentato dall’amministrazione anche come uno strumento per mettere ordine in un sistema – quello dello smaltimento – troppo a lungo esposto a opacità e pressioni criminali. Non sono stati resi noti, al momento della cerimonia, provvedimenti specifici che coinvolgano direttamente il progetto di Santa Palomba, ma il timore di infiltrazioni nei grandi appalti resta una costante delle cronache giudiziarie romane.
Chi dice “no” e le ragioni di una opposizione trasversale
Tra i contrari all’opera non figurano solo i comitati di quartiere. Diverse sigle ambientaliste hanno ribadito la loro posizione contraria, ritenendo che la priorità dovrebbe essere una drastica riduzione della produzione di rifiuti attraverso campagne di differenziata spinta e modelli di economia circolare, piuttosto che la costruzione di un grande impianto di combustione. Alcune voci politiche locali, in particolare quelle espressione dei movimenti ecologisti e di alcuni gruppi del centrodestra, si sono unite al coro di chi chiede la sospensione dei lavori. Il Campidoglio, per contro, tiene il punto: il termovalorizzatore è considerato un tassello obbligato per chiudere definitivamente l’era delle discariche sature e dei trasferimenti di rifiuti su gomma verso impianti siti in altre regioni. Nel frattempo, a Santa Palomba, le ruspe sono già entrate in azione.




