Termovalorizzatore di Santa Palomba, una strada romana ferma parte del cantiere
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Redazione Interno
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Il termovalorizzatore di Santa Palomba registra il primo stop parziale a meno di un mese dall’avvio dei lavori dopo il ritrovamento di una porzione di antica strada romana all’interno dell’area di cantiere. Il reperto, emerso durante le operazioni di scavo alla presenza dell’archeologo incaricato della supervisione, si trova in una zona laterale interessata dagli interventi. Pur trattandosi di una porzione limitata di basolato, la scoperta è stata sufficiente per determinare la sospensione temporanea delle attività nell’area coinvolta, in attesa degli accertamenti previsti dalle procedure archeologiche.
La scoperta risale a un paio di giorni fa, ma il Campidoglio ne ha dato comunicazione soltanto successivamente, spiegando che il rinvenimento è avvenuto durante le normali operazioni di scavo. Secondo quanto riferito, la porzione di strada basolata è stata immediatamente sottoposta alle attività di pulizia necessarie per consentire i rilievi tecnici. Le verifiche vengono svolte seguendo quanto previsto dalla normativa e in coordinamento con gli enti competenti, chiamati a valutare la natura e l’estensione del ritrovamento archeologico.
Le verifiche sul reperto e l’intervento della Soprintendenza
Il Campidoglio ha precisato che, dopo il rinvenimento della strada romana, sono state avviate le procedure concordate con la Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia, Belle Arti e Paesaggistica. L’obiettivo delle attività in corso è consentire la corretta documentazione del reperto e raccogliere tutti gli elementi necessari per le valutazioni tecniche. Lo stop riguarda una porzione molto limitata del cantiere e non l’intera area destinata alla realizzazione dell’impianto, ma rappresenta comunque il primo rallentamento significativo registrato dall’apertura dei lavori.
La presenza dell’archeologo incaricato della supervisione al momento della scoperta rientra nelle attività previste per interventi di questa natura. Proprio durante gli scavi è emersa la parte di strada basolata che ha reso necessario interrompere temporaneamente le lavorazioni nella zona interessata. I rilievi e gli approfondimenti dovranno ora chiarire le caratteristiche del tratto rinvenuto e fornire agli enti competenti gli elementi utili per le successive decisioni operative.
Le proteste dei comitati e l’arrivo dei Carabinieri Forestali
Il ritrovamento archeologico arriva in un contesto già caratterizzato da settimane di proteste e presìdi organizzati a Santa Palomba contro la realizzazione dell’impianto. Nelle stesse ore in cui emergeva la notizia della strada romana, sul posto sono arrivati anche rappresentanti istituzionali. I Carabinieri Forestali di Marino sono stati infatti chiamati dagli attivisti dell’Unione dei Comitati Contro l’inceneritore per effettuare verifiche legate ad alcune movimentazioni di terra considerate anomale dagli stessi comitati.
Secondo quanto segnalato dagli attivisti, tali interventi avrebbero provocato l’interruzione della continuità idraulica del fosso demaniale attraverso il posizionamento di uno scatolare, circostanza che, a loro giudizio, sarebbe in contrasto con le prescrizioni collegate al parere positivo sulla variante del fosso. Le verifiche richieste dai comitati si inseriscono quindi in un quadro già segnato da contestazioni e controlli, al quale si aggiunge ora la scoperta archeologica emersa durante gli scavi.
La notizia dello stop parziale ai lavori è stata accolta con soddisfazione dai comitati contrari all’impianto. Alcuni esponenti hanno sostenuto che il ritrovamento confermerebbe le loro posizioni e hanno rilanciato l’idea di destinare l’area a una valorizzazione archeologica. Nel frattempo, il cantiere del termovalorizzatore resta interessato dalle attività di rilievo e dalle verifiche richieste dopo il rinvenimento della strada romana, mentre nell’area coinvolta dalle operazioni gli interventi risultano temporaneamente sospesi.




