La tempesta perfetta dei chip: crisi delle cpu più grave di quella delle ram, e il mercato dei pc si prepara agli schiaffi

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il mercato globale dei semiconduttori, che già da mesi fronteggiava una carenza strutturale nel settore delle memorie, si trova ora a fare i conti con un collo di bottiglia ancora più preoccupante dal punto di vista della produzione. Secondo gli analisti del settore, che hanno osservato con crescente apprensione l’andamento delle supply chain asiatiche, la crisi delle CPU sta effettivamente superando per intensità quella delle DRAM: sebbene la memoria RAM, seppur a costi proibitivi, sia ancora rintracciabile sugli scaffali dei distributori, diversi modelli di processori stanno diventando di fatto inaccessibili, a prescindere dal budget a disposizione dell’acquirente. Il fenomeno, che trova la sua genesi nella corsa all’intelligenza artificiale, ha dirottato la capacità produttiva dei giganti della fonderia – come TSMC – verso i nodi produttivi più avanzati, riducendo drasticamente l’offerta di chip destinati al largo consumo.

Domanda di memoria fuori controllo e scorte agli sgoccioli

La carenza di DRAM, lungi dall’essere un ricordo del passato, continuerà a dettare legge almeno fino al 2027. Le proiezioni correnti indicano che i produttori saranno in grado di coprire solo il 60% del fabbisogno globale entro quella data, un deficit che contribuisce a mantenere i prezzi su livelli record. Questa situazione, come rilevato da diverse fonti, è aggravata dalla transizione tecnologica: la produzione di DDR4, ancora diffusissima nei PC assemblati negli ultimi sette anni, è in fase di dismissione per lasciare spazio a DDR5 e HBM. Una conseguenza, questa, che trasforma l’acquisto di moduli legacy in un affare da non lasciarsi scappare. Su Amazon, ad esempio, si segnala un’offerta per il kit G.Skill Ripjaws V da 16GB (2x8GB) in DDR4, con frequenza a 3200MHz e latenza CL16, attualmente scontato del 31% e proposto a 43,76 euro. Un prezzo che, vista l’impennata dei costi delle materie prime e la progressiva scomparsa degli stock, rappresenta una finestra temporanea in un panorama economico destinato a peggiorare.

Il paradosso delle spedizioni pc nel primo trimestre 2026

Nonostante le difficoltà logistiche e l’aumento dei costi dei componenti, i dati diffusi da Counterpoint Research per il primo trimestre del 2026 dipingono un quadro apparentemente contraddittorio. Le spedizioni globali di PC sono cresciute del 3% su base annua, raggiungendo quota 63,3 milioni di unità; un dato che, a un’analisi superficiale, potrebbe suggerire una ripresa della domanda. Tuttavia, gli analisti spiegano questa performance con un effetto di “acquisto preventivo”: gli OEM e i distributori hanno letteralmente fatto incetta di scorte nei mesi scorsi, cercando di blindare i prezzi prima che i rincari delle memorie e dei processori si abbattessero a valanga sui listini al dettaglio. Apple, in questo contesto, ha registrato un balzo significativo dell’11% nelle spedizioni, toccando i 6,7 milioni di unità e beneficiando delle prime consegne dei nuovi MacBook Neo avvenute a marzo.

Le performance dei big: lenovo, hp e la rimonta di apple

Guardando nello specifico le gerarchie del mercato, Lenovo mantiene saldamente la leadership con una crescita del 9% e una quota del 26%, mentre Asus ha stupito gli addetti ai lavori con un’impennata del 20%, trainata dalla solida domanda di notebook consumer. Dall’altra parte della barricata, HP ha subito un flessione del 5%, a testimonianza di una strategia commerciale forse meno aggressiva nella fase di accumulo delle scorte. Per quanto riguarda il colosso di Cupertino, gli esperti di Counterpoint sottolineano come l’incremento della produzione e della distribuzione dei nuovi modelli sia destinato a trainare una crescita ancora più rilevante nel trimestre successivo. Resta inteso che, con l’impennata dei costi delle DRAM e l’introvabilità delle CPU che si trascinerà probabilmente per tutto l’anno, il mercato si prepara a una fase di selezione naturale, dove solo chi ha sapienza logistica potrà sopravvivere senza alzare troppo i prezzi al consumatore finale.

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