La tempesta perfetta sulla ram, tra ai e rincari che toccano ogni dispositivo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Quando gli esperti, con un sospiro carico di preoccupazione, ammettono di non aver mai visto una carenza peggiore, il quadro diventa chiaro. Il settore delle memorie per computer vive una crisi senza precedenti, una situazione destinata a peggiorare prima di poter migliorare, come confermano le parole di chi, come Clarke, negozia questi componenti da anni. La domanda, che supera di gran lunga l'offerta disponibile, non è trainata solo dai cicli tecnologici tradizionali ma da due motori inarrestabili: l'intelligenza artificiale generativa e le infrastrutture di data center che la supportano. Una prova tangibile di questo squilibrio è il prezzo di mercato delle dram, quintuplicato in pochi mesi, un dato che racconta più di molte analisi. Mentre un acquirente privato può forse trovare uno sconto, per i grandi produttori di hardware la realtà è diversa: devono affrontare complesse trattative per contratti a lungo termine, in un mercato dove il potere negoziale è tutto dalla parte dei fornitori.
L'effetto domino sui prodotti di consumo
Questa tempesta perfetta, che nasce nei reparti high-end dei server, sta ormai producendo un effetto domino inarrestabile, destinato a riverberarsi su una gamma vastissima di prodotti. Smartphone, computer portatili, tablet e, inaspettatamente, anche i televisori si troveranno presto a fare i conti con una "tassa AI" inrata. L'avvertimento, lanciato con franchezza durante le presentazioni al CES, è netto: a partire dalla metà del 2026, i listini subiranno aumenti significativi. Il suggerimento implicito, che non arriva dai soliti venditori ma dai vertici stessi della produzione, è quindi di valutare acquisti nell'immediato, prima che la scarsità strutturale di ram, destinata a protrarsi per anni, si traduca in costi definitivamente più alti per i dispositivi di uso quotidiano.
I giganti traggono profitto dalla crisi
Dallo stesso scenario, però, emergono anche vincitori eclatanti. Aziende come Samsung, che controllano la produzione di queste componenti fondamentali, vedono i propri bilanci fiorire in modo straordinario. Le ultime stime trimestrali della ration sudcoreana parlano di utili operativi che hanno superato i tredici miliardi di dollari, segnando un incremento del trecento percento su base annua. Questa esplosione di profitti è la diretta conseguenza della domanda asfissiante di chip NAND e DRAM, i cui volumi e prezzi vengono spinti alle stelle dalla corsa globale all'hardware per l'intelligenza artificiale. Una parte del settore, dunque, naviga in acque estremamente favorevoli, mentre un'altra, quella della produzione di dispositivi finiti, si prepara a contrarre i margini o a trasferire i costi sui consumatori finali.
Il caso specifico del mercato TV
A dimostrazione di quanto capillare sarà l'impatto, persino un settore maturo come quello dei televisori si prepara a una sterzata. Il raddoppio del costo dei chip di memoria in soli quattro mesi, fatto sottolineato con chiarezza dai dirigenti Samsung al CES di Las Vegas, ha costretto i produttori a rivedere le proprie previsioni. I modelli di TV di nuova generazione, che ormai integrano sistemi operativi e funzionalità smart sempre più complesse e avide di memoria, arriveranno sugli scaffali a prezzi superiori a quanto inizialmente pianificato. Si tratta di un ulteriore tassello di un mosaico più ampio, che conferma come la carenza di ram stia riscrivendo le regole di costo per interi segmenti dell'elettronica di consumo, senza distinzioni.




