Gaza, strade verso gli aiuti non sicure: 27 morti sotto il fuoco israeliano
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Redazione Esteri
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L’esercito israeliano ha dichiarato che le strade che conducono ai punti di distribuzione degli aiuti nella Striscia di Gaza sono da considerarsi "zone di combattimento", mettendo in guardia i residenti che tentano di raggiungerli. Un portavoce delle forze armate (Idf) ha ribadito la pericolosità dell’area, dopo che ieri almeno 27 persone sono state uccise dai colpi israeliani mentre attendevano in fila per ricevere cibo. La Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), organizzazione sostenuta dagli Stati Uniti, ha annunciato oggi la chiusura temporanea dei suoi centri di assistenza per "lavori di aggiornamento e miglioramento dell’efficienza", lasciando migliaia di civili senza accesso immediato a generi di prima necessità.
La decisione della Ghf arriva nel mezzo di una crescente tensione, aggravata da quello che già viene definito il secondo massacro del pane in poche settimane. L’Idf, pur ammettendo di aver aperto il fuoco contro quelli che ha descritto come "sospetti in avvicinamento fuori dai percorsi autorizzati", non ha fornito ulteriori dettagli sulle dinamiche dell’episodio. Intanto, le autorità israeliane hanno assicurato che verranno valutate vie di accesso alternative più sicure prima della riapertura dei centri, prevista per giovedì.
Raid israeliani in Siria dopo lanci di razzi
Nella notte, i caccia israeliani hanno colpito obiettivi militari nel sud della Siria, in risposta al lancio di razzi dalle Alture del Golan. L’Idf ha confermato di aver "attaccato armi del regime siriano", precisando che Damasco è ritenuta responsabile di qualsiasi attività ostile proveniente dal suo territorio. Fonti locali, tra cui l’Osservatorio siriano per i diritti umani, hanno segnalato violente esplosioni nelle aree di Quneitra e Daraa, senza però specificare l’entità dei danni o delle vittime.
Le autorità siriane, da parte loro, hanno negato di rappresentare una minaccia per Israele, sottolineando che gli attacchi rientrano in una escalation già in corso da mesi. L’episodio si inserisce in un contesto più ampio di tensioni regionali, dove le incursioni israeliane in territorio siriano – spesso mirate a colpire milizie legate all’Iran – sono diventate una costante.




