Shock anafilattico per Aldo Montano, la denuncia del campione: “Allergia alla caseina, non è una moda”
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Redazione Sport
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Una cena in un ristorante romano, una reazione allergica improvvisa e la corsa in ospedale. Aldo Montano, campione olimpico di scherma, ha rischiato la vita a causa di un’allergia alla caseina, proteina del latte a cui è fortemente allergico. L’episodio, che poteva avere conseguenze tragiche, è avvenuto venerdì sera e ha costretto l’ex sciabolatore a un ricovero d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito di Roma.
Il racconto di Montano: “La vita appesa a un filo”
A raccontare la drammatica esperienza è stato lo stesso atleta sui social, dove ha pubblicato una foto che lo ritrae con la mascherina per l’ossigeno. “Ancora una corsa in ospedale. Ancora adrenalina, paura, farmaci. Ancora una volta con la vita appesa a un filo”, ha scritto, condividendo con i suoi follower i momenti di terrore vissuti. Montano ha spiegato di essere allergico alla caseina fin dalla nascita e di aver più volte sottolineato la sua condizione ai ristoratori prima di ordinare, un dettaglio che rende l'accaduto ancora più grave ai suoi occhi.
“Non è un capriccio, non è una moda alimentare, non è un’intolleranza. È un’allergia potenzialmente mortale”, ha ribadito, denunciando quella che definisce una sottovalutazione inaccettabile delle allergie alimentari.
La caseina, una proteina termostabile e insidiosa
Ma cos'è esattamente la caseina e perché rappresenta un pericolo così concreto? Si tratta della principale proteina presente nel latte dei mammiferi, che costituisce circa l'80% delle proteine del latte vaccino. A differenza del lattosio, uno zucchero, la caseina è una proteina che può scatenare una reazione del sistema immunitario; la sua caratteristica più insidiosa è la termostabilità.
Come spiega Antonella Muraro, direttrice del Centro veneto per le allergie alimentari dell'azienda ospedaliera di Padova, la caseina non si degrada con il calore della bollitura né con i processi digestivi, rendendola di fatto presente in tutti i latticini e in numerosi prodotti trasformati.
L’adrenalina come unico salvavita
Per chi soffre di allergie gravi come quella di Montano, l’unico farmaco in grado di contrastare uno shock anafilattico è l’adrenalina. Si tratta di un farmaco salvavita che deve essere somministrato non appena compaiono i primi sintomi di una reazione allergica grave, come il gonfiore della lingua o le difficoltà respiratorie. L’adrenalina agisce rapidamente, dilatando le vie aeree, aumentando la pressione sanguigna e riducendo il gonfiore dei tessuti, ma il tempismo è fondamentale e può fare la differenza tra la vita e la morte.
Per questo, gli esperti raccomandano che i pazienti a rischio abbiano sempre con sé un autoiniettore di adrenalina, il cui utilizzo andrebbe diffuso come quello del defibrillatore nei luoghi pubblici.
Errori in cucina e la tragedia di Sofia Di Vico
Il caso di Aldo Montano riporta drammaticamente l’attenzione sulla gestione delle allergie alimentari nel mondo della ristorazione. Nonostante l’atleta avesse avvisato il personale, la presenza di caseina nel piatto ha scatenato la reazione allergica. L'esperienza di Montano riecheggia con forza quella di Sofia Di Vico, la 15enne di Maddaloni morta il mese scorso a Ostia durante un torneo di basket, quasi certamente per uno shock anafilattico causato da una contaminazione da proteine del latte.
Anche in quel caso, la famiglia aveva segnalato l'allergia al ristorante, ma qualcosa è andato storto. Due storie, due epiloghi diversi, che però lanciano lo stesso, identico allarme: la necessità di una maggiore formazione e consapevolezza nella ristorazione per evitare che un errore si trasformi in una tragedia.




