Morte per shock anafilattico a Roma: l'allarme degli esperti sulle allergie alimentari
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Redazione Interno
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Una studentessa americana di 21 anni, Anne Tierney, è morta mercoledì scorso a Roma dopo aver mangiato un panino che conteneva anacardi, ai quali era gravemente allergica. La tragedia, avvenuta nel quartiere Pigneto, riaccende i riflettori su un problema sempre più frequente, tanto che Alessandro Fiocchi, allergologo dell’Ospedale Bambino Gesù, parla senza mezzi termini di "emergenza". Quella della giovane Erasmus è infatti la terza vittima di shock anafilattico nella capitale da novembre, dopo il decesso di una studentessa inglese allergica alle arachidi e quello di una bambina con intolleranza al grano.
Secondo quanto ricostruito, Anne avrebbe cercato di avvertire il barista della sua allergia, ma un’incomprensione linguistica avrebbe impedito che la situazione fosse gestita in modo diverso. Poco dopo aver consumato il panino, la ragazza ha accusato difficoltà respiratorie e, nonostante il tempestivo intervento delle amiche e dei soccorritori – che le hanno somministrato cortisone e praticato il massaggio cardiaco per mezz’ora – non ce l’ha fatta.
Fiocchi sottolinea come casi del genere non siano più eccezionali, ma rappresentino un rischio concreto per chi soffre di allergie severe. La mancata comunicazione tra cliente e esercizio, la scarsa consapevolezza dei sintomi e la sottovalutazione del pericolo possono trasformare un pasto in una trappola mortale. Sebbene non sia ancora chiaro se nel locale fossero presenti avvisi specifici sugli ingredienti, la dinamica dell’incidente ripropone il dibattito sulla necessità di norme più stringenti per la ristorazione, come l’obbligo di segnalare allergeni in modo evidente e formare il personale sulle procedure d’emergenza.




